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Buongiorno

13.07.2017 - Buongiorno Campania

Fiorello dice bene: 20 anni di galera ai piromani

Buongiorno, Campania.
Sarà pure – e non sempre è così – che Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono tra le regioni più calde d’Italia e che, quindi, l’autocombustione c’entri qualcosa. C’entra, ma solo un po’. Oggi come ieri, l’anno scorso e l’altr’anno ancora, indagini molto ben documentate hanno dimostrato che quasi sempre dietro gli incendi che stanno distruggendo i nostri boschi e i nostri parchi c’è la mano dell’uomo, generalmente dell’uomo “criminale”.

Quanto a metodi incendiari, stavolta a Napoli la realtà ha superato la fantasia: va da sé, fantasia criminale. Per colpire in più punti i boschi del Vesuvio, cioè per allargare il fronte delle fiamme in maniera tale da vanificare o almeno da rallentare al massimo l’efficacia degli interventi di spegnimento, la mano criminale ha cosparso di benzina animaletti indifesi – pare gatti e conigli – e li ha utilizzati come torce vaganti. Misfatti di una simile bestialità non avevano ancora arricchito la letteratura della piromania. Impossibile definire cosa ci sia nella testa di questa gente malvagia, quale mostruosa modifica genetica abbia potuto ispirare pensieri e azioni d’una crudeltà che sembra irreale.

Fiorello, il bravissimo anchorman siciliano, ha affidato ai tweet il dolore e la rabbia per quanto stava accadendo anche a Messina mentre il Vesuvio bruciava. Ed ha scritto una cosa che la politica dovrebbe immediatamente tradurre in atti legislativi: “Bisogna inasprire le pene per chi appicca il fuoco. Beccare un piromane è difficile, ma il piromane deve sapere che se lo beccano si fa vent’anni di galera senza sconti e buona condotta”.

Adeguatezza e certezza della pena. E aggiungerei: corsia preferenziale per i processi. Con i soldi che lo Stato spende per rimediare ai danni di grandissima entità prodotti dalle fiamme si potrebbero creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. E’ soltanto questione di volontà politica. Ma pare che sempre più le cose benefiche, per quanto ovvie, sfuggano all’attenzione della buona politica.