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Buongiorno

10.12.2017 - Buongiorno Irpinia

Giordano, Todisco e il virus della poltrona

Buongiorno, Irpinia. Mi tocca prendere le difese di Giancarlo Giordano, deputato di Sinistra Italiana, nella sua sacrosanta polemica con il consigliere regionale Francesco Todisco (ieri Pd, oggi Mpd) subentrato a Carlo Iannace, anche perché mi sono occupato della vicenda qualche giorno fa.

Il ragionamento di Giordano è squisitamente politico e si può riassumere così. Mpd, come Sinistra Italiana e Possibile, è parte integrante del nuovo soggetto politico “Liberi e Uguali”, che ha affidato la leadership al Presidente del Senato Pietro Grasso. Dal momento che “Liberi e Uguali” è alternativo al Pd, Francesco Todisco non può stare nella maggioranza regionale a guida Pd.
Insomma, deve scegliere: o passa all’opposizione o si dimette da Mpd oppure – in estrema ratio – si dimette da consigliere regionale.

Todisco ha replicato rinviando ai casi di Emilia Romagna e Toscana, dove rappresentanti di Sinistra Italiana sono in coalizione con il Pd e nessuno chiede loro di uscire dalla maggioranza. Insomma, per dirla con Tinto Brass, “Così fan tutti”. Che non può essere una spiegazione accettabile, specie se viene da un politico come Francesco Todisco che quanto a etica politica è stato educato alla scuola della più rigorosa intransigenza.

Il consigliere regionale aggiunge che, oltre tutto, lui “non prende lezioni da chi è stato in giunta con Galasso”, sbagliando tre volte: prima perché Galasso non risulta nell’elenco dei criminali politici; secondo perché il contesto di quella maggioranza era cosa completamente diversa dagli scenari di oggi; terzo perché in quella giunta Giordano c’è stato con grande dignità e in posizione politicamente coerente.

Il problema è un altro: nemmeno Todisco, checché ne dica, è immune dal virus della poltrona. Come ho già avuto modo di scrivere qualche giorno fa.