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Buongiorno

17.05.2017 - Buongiorno Irpinia

Gli “errori storici” del sindaco di Avellino

Buongiorno, Irpinia. Mi scuso umilmente con il sindaco di Avellino, Paolo Foti, ma faccio fatica a capirlo nelle vesti di “Sceriffo” intransigente, non con una ma con un firmamento di stelle appuntato sul fisico capace, pronto “a respingere tutte le intimidazioni da qualsiasi parte provengano”, e – insomma – i malintenzionati non ci provino più perché saranno cavoli amari.
La vicenda è quella, ormai famigerata, della mancata apertura delle buste, il giorno stabilito e già precedentemente rinviato, della gara per l’affidamento dei parcheggi nella città capoluogo. Ricordate? Mentre la commissione sta per completare l’iter con la visione delle offerte, arriva la notizia delle minacce telefoniche al comandante dei vigili urbani, Michele Arvonio, con un chiaro riferimento proprio alla gara parcheggi. Il segretario generale del Comune, Riccardo Feola, che presiede la commissione, decide di sospendere la seduta. Ne segue l’applauso di un gruppo di parcheggiatori abusivi storici del capoluogo. Ma, soprattutto, ne segue il disappunto di qualsiasi ragionevole osservatore delle vicende amministrative di Avellino.
Perché faccio fatica a capire il sindaco Foti vestito oggi da Sceriffo, bla bla bla?
E’ presto detto. Per un bel po’ di giorni il sindaco dispensa solidarietà ad Arvonio, annuncia che la gara sarà portata a compimento, eccetera eccetera. Poi, sotto il fuoco di fila dei commenti giornalistici e di un paio di politici, ma nel silenzio assordante dei consiglieri comunali, eccoti che il sindaco, ben sette giorni dopo, s’appunta al petto la stellina di Sceriffo e spara ad alzo zero. Sentite cosa dice: “Interrompere la procedura di apertura delle buste con le offerte del bando parcheggi è stato un errore storico. Ma nessuno si illuda di aver creato un precedente applicabile in futuro: l’Amministrazione respinge qualsiasi tipo di intimidazione”.
Faccio fatica a capire il sindaco perché egli constata “l’errore storico” dell’interruzione della gara, però – invece di dire papale papale al segretario generale: “Fai la valigia e sloggia dal Comune” – punta il dito contro la luna: Cari malintenzionati, non vi azzardate a pensare che la prossima volta voi minacciate e noi interrompiamo le gare…
Ma in quale giungla di città viviamo! Giusto per ricordare, il segretario generale Riccardo Feola è il medesimo che prima aveva detto e certificato che i conti del Teatro Gesualdo erano “Tutt’ a post”, e poi s’è accorto che aveva commesso – per dirla con il sindaco Foti – un “errore storico”: con il risultato, che certamente sarà annoverato anch’esso nella storia degli errori di Feola, che nessuno ha ancora capito se il segretario generale ha commesso l’errore storico nella prima o nella seconda lettura dei conti del “Gesualdo”.
Ma tant’è: tra sindaco, segretario generale e compagnia cantando, ad Avellino si sta scrivendo una storia che sarebbe “errore storico” non inquadrare nella giusta dimensione della pseudologia fantastica. Ovvero: questi signori fanno discorsi amministrativi che filano a perfezione ma che si fondano tutti sulla premessa sbagliata di ritenersi amministratori.
Quando si dice che la storia, “errori storici” compresi, è maestra di vita!