menu

Buongiorno

16.07.2018 - Buongiorno Irpinia

Greco di Tufo e impianto rifiuti a Chianche: niente danni, ma questione di... gusto

Nell’annunciata riapertura delle ostilità sull’impianto di trattamento dei rifiuti che dovrebbe essere realizzato a Chianche, la cosa che più preoccupa è la superficialità con cui il problema viene affrontato, sia da parte delle istituzioni competenti che da parte dei contestatori. Ed ancora più preoccupante, direi paradossale, è che si ripetano gli stessi errori nonostante siamo reduci da un ventennio di emergenze, anche drammatiche, in questo settore. Emergenze – vale ricordarlo – che hanno seriamente compromesso l’immagine di Napoli e, di riflesso, dell’intera Campania nel mondo, oltre all’immenso danno economico subìto per lo smaltimento dei rifiuti fuori, in impianti extraregionali.

Il Comune di Chianche e la Regione hanno spiegato poco e male la loro verità, che probabilmente è quella “vera”, ossia che è praticamente uguale a zero l’impatto ambientale dell’impianto in una delle otto aree territoriali irpine in cui si produce il prestigiosissimo Greco di Tufo.

La scienza, infatti, garantisce che la tecnologia del biodigestore programmato in questa zona è tale da non arrecare alcun danno ai vigneti e tanto meno alla qualità delle loro uve, quindi del vino. Un’informazione preventiva, capillare e più puntuale avrebbe di certo contribuito a contenere le preoccupazioni della comunità interessata e conseguentemente a scoraggiare la demagogia che sempre alligna laddove, per un motivo o per l’altro, c’è da speculare.

Sul fronte della contestazione, che abbraccia i movimenti ambientalisti e quelli politici, si è esagerato in senso opposto: allarmismi fondati sul sospetto e amplificati o dall’ignoranza o dalla propaganda politica. Anche qui sarebbe stato doverosamente generoso approfondire la conoscenza della materia prima di sparare ad alzo zero.

Ieri, proprio riguardo al caso Chianche, ho letto la seguente dichiarazione del deputato avellinese 5 Stelle Maria Pallini resa in una intervista al giornale on line Il Ciriaco: “Aerobico o anaerobico, per le sue dimensioni e per i quantitativi di rifiuti da trattare, è un impianto in contrasto con gli ideali del Movimento 5 Stelle”. Cosa significherà mai: magari che nel mondo “ideale” della deputata Pallini i rifiuti non dovrebbero esistere? Se è per questo, nemmeno nel nostro. Purtroppo – vorremmo dire alla giovane parlamentare per caso – nel mondo reale i rifiuti ci sono e tanto più e da qualche parte e in qualche modo vanno smaltiti; così come sono stati inventati i “biodigestori” perché noi stessi, disgraziati esseri umani, abbiamo una fisiologia che ci obbliga a mangiare e a “digerire”, e perciò stesso produciamo rifiuti che non si possono “autodigerire”, autodistruggersi, “autoidealmentetutto”. È proprio così difficile da comprendere?

Ciò detto, va pure aggiunto, a conclusione, che l’Amministrazione comunale di Chianche e il Governo regionale avrebbero potuto fare lo sforzo di individuare un diverso sito per il biodigestore: non farà danno all’ambiente, ai vigneti e alla qualità del vino, ma una botta all’immagine, nel variopinto mondo dei gustatori del Greco, certamente la dà.