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Buongiorno

24.01.2019 - Buongiorno Irpinia

I 5 Stelle continuano a "sbandare" e far danni sulla Grottaminarda-Contursi

Strada a scorrimento veloce Grottaminarda-Lioni-Contursi: opera classificata strategica e di preminente interesse nazionale, per la legge dello Stato italiano e per l’universomondo fuorché per il Movimento 5 Stelle. Da circa un mese è stato soppresso il commissariato ad acta per espressa volontà del Sottosegretario irpino Carlo Sibilia (peraltro Sottosegretario agli Interni e senza alcuna delega). Da altrettanto tempo l’opera è paradossalmente senza committente e quindi non c’è di fatto un responsabile legale, nessuno che interloquisca con le imprese appaltatrici e con il direttore dei lavori, insomma una condizione di caos che soltanto una banda di "sfrantummati", come opportunamente li ha ribattezzati il Governatore De Luca, poteva creare.

Intanto, più leggi le dichiarazioni di Dimitri Dello Buono, capo della segreteria tecnica del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, più ti rendi conto che gli "sfrantummati" sono politicamente "pericolosi" per le casse dello Stato. E vi spieghiamo perché.

Il dirigente Dello Buono ha spiegato – o meglio ha detto, perché la spiegazione non ha né capo né coda – che "l’ufficio legislativo non ha trovato ancora una soluzione", e che "non si può pretendere che ciò avvenga in tre giorni".

E allora, punto primo: i giorni trascorsi dalla soppressione del commissariato ad acta non sono tre ma con oggi ventiquattro. Punto secondo: il governo gialloverde è in carica da sei mesi e già allora - e invero ancor prima (si vadano a rileggere le cronache) - il Cittadino Deputato Carlo Sibilia aveva gridato ai quattro venti, senza uno straccio di sostegno logico, che bisognava far fuori il commissario. Ragion per cui già sei mesi fa chi di competenza (nella fattispecie il Mise, quindi Di Maio) avrebbe dovuto pensare ciò che perfino lo scemo di un qualsiasi villaggio del mondo avrebbe pensato, e cioè: eliminiamo il commissario ad acta, cosa ci mettiamo al posto suo per la prosecuzione del cantiere?

Tanto premesso, perché gli "sfrantummati" sono "pericolosi" per le casse dello Stato? Semplice: perché l’affidamento del completamento dell’opera all’Anas, come è stato ipotizzato, costerà circa 36 milioni di oneri di concessione. E perché l’opera - Iva esente con la gestione commissariale - non lo sarà più per legge con qualsiasi altro affidamento. A conti fatti, il costo aumenterà di altri 66 milioni di euro. In totale, dunque , si superano i 100 milioni di euro, qualcosa come il 20 per cento in più della spesa preventivata.

Se alla lettura delle cose dette da Dello Buono aggiungi il resto dichiarato dal Sottosegretario Sibilia, si chiude il cerchio e si riaprono i manicomi. Volete sapere cosa ha aggiunto il Cittadino Deputato avellinese? Io ho qualche imbarazzo a riferirlo, ma – ahimè! – mi tocca farlo. Ha detto nientepopodimeno che si stanno ancora facendo i conti per la valutazione dei costi-benefici dell’opera.

Ora, Signore e Signori, vi sembra normale valutare il rapporto costi-benefici di una infrastruttura quando essa è stata già realizzata per oltre il 70 per cento? E dobbiamo qui raccontare di nuovo la barzelletta di Sibilia secondo il quale - non ci crederete - al posto della strada bisognava realizzare una tratta ferroviaria per collegare Grottaminarda-Contursi? Vi immaginate la scena? Dunque, le cose, con la tratta ferroviaria invece della strada, sarebbero andate così: le auto in transito sulla Bologna-Canosa-Napoli e dirette verso la Calabria e la Sicilia sarebbero uscite al casello di Grottaminarda, qui sarebbero salite sul treno che le avrebbe trasportate fino a Contursi, dove sarebbero scese (sempre le auto, chiaramente) per immettersi – finalmente e grazie a Nostro Signore – sulla Salerno-Reggio Calabria.

Ma di cosa parliamo? E cosa aspetta il sindacato, sempre così prodigo di parole e iniziative, ad occupare il ministero dello Sviluppo Economico?

P.S.: Qualcuno, per favore, ricordi al Sottosegretario Sibilia di inserire nel computo costi-benefici anche l’incremento di spesa dell’opera - così come riferito sopra - dovuto al suo "sfizio" di eliminare il commissariato. Chi di competenza, inoltre, provveda a segnalare in via preventiva alla Corte dei Conti l’ipotesi di danno erariale che gli "sfrantummati" si accingono a far diventare "tesi".