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Buongiorno

13.03.2018 - Buongiorno Irpinia

I Cinque Stelle e la Grande Impresa del Comune capoluogo

Buongiorno, Irpinia.
Oggi Mila Martinetti scherza, ma non troppo, con la sua Siringa, in verità anche troppo bonaria, dedicata a Maria Pallini, la giovane avvocatessa avellinese eletta alla Camera dei Deputati grazie al secondo seggio che i Cinque Stelle hanno conquistato nel collegio proporzionale Irpinia/Sannio.

Parliamone anche nel “Buongiorno”, ma in termini seri.
Intervistata dalla brava Rossella Fierro per “Il Ciriaco”, l’onorevole – o meglio, la Cittadina” – Pallini parte con il piede giusto, e con le idee estremamente chiare, quando è chiamata ad esprimersi sulle amministrative di fine primavera che in Irpinia vedranno impegnato – tra gli altri – il Comune capoluogo.

Dice la deputata: “Puntiamo al governo della città, non alla semplice testimonianza in Consiglio comunale. Ai portatori di voti degli altri partiti risponderemo con competenze, voglia di fare e priorità programmatiche. Avellino deve riscattarsi dalle scelte denigranti compiute in passato. Noi siamo pronti e gli elettori sapranno apprezzarci”.

Mi soffermo soltanto su un punto, rinviando alle prossime settimane l’approfondimento generale, anche alla luce di ciò che accadrà nel centrodestra e soprattutto nel Pd”.

“Ai portatori di voti degli altri partiti risponderemo…”. La Pallini interpreta correttamente il discrimine che deciderà l’esito delle elezioni amministrative nel capoluogo. Come è già accaduto alle politiche, quel discrimine è tra la Conservazione del sistema di potere esistente in Irpinia, con tutto ciò che ha prodotto, e la reale volontà di Cambiamento, con tutto quanto di diverso potrebbe accadere – in termini di efficienza ed efficacia – nel governo del Comune capoluogo come degli altri comuni.

La Conservazione è stata fino ad ora garantita proprio dai “portatori di voti” cui accenna la Pallini. Il loro profilo, notoriamente, non è quello degli amministratori che si sono distinti per particolari qualità politiche o carismatiche. Più realisticamente si tratta di “personaggetti” che hanno utilizzato il potere amministrativo puntando tutto sul Grande Imbroglio di cui si alimenta da sempre la cultura meridionale: il riconoscimento dei sacrosanti diritti dei cittadini spacciati per concessioni.

L’esempio tipico e più banale è l’iter d’una pratica amministrativa: il suo corso ordinario viene accelerato o rallentato a seconda della spinta che gli dà il “portatore di voti”. Tu, cittadino comune, hai diritto ad un trattamento equo come sancito dal principio di imparzialità della pubblica amministrazione. Ma è il “mediatore”, ovvero il “portatore di voti”, che definisce tempi e modalità del “riconoscimento” del tuo diritto.

Accade per le questioni di competenza comunale come per Provincia, la Regione, la sanità, le società partecipate, l’insieme dei servizi pubblici locali. Smembrare questo sistema di potere, che è capillare e consolidato ed ha le sue regie politiche ben organizzate, non è un compito semplice.

Riusciranno i Cinque Stelle a far implodere la cultura del clientelismo che intanto sopravvive in quanto esistono i “portatori di voti” ma anche i loro complici che sono, appunto, i cittadini “clienti”? È questa la grande sfida che vi attende, onorevole Pallini. A dire il vero, nei cinque anni dell’ormai decorso ciclo amministrativo, ad Avellino come altrove in provincia, non pare che le “Stelle” del Movimento abbiano avuto un’apprezzabile lucentezza sulle porcherie clientelari irpine.

Certo, oggi c’è un vento diverso che può aiutare non poco. Ma il tempo che separa dalle amministrative di fine primavera è breve. Se i Cinque Stelle vogliono davvero completare l’opera avviata con le elezioni politiche, non possono perdersi in chiacchiere: subito i nomi del candidato sindaco, della squadra di governo e dei candidati consiglieri. Facce credibili e affidabili possono essere l’inizio indispensabile per posizionarsi già a metà dell’opera.