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Buongiorno

09.03.2017 - Buongiorno Campania

I Rifiuti? Portiamoli a... scuola

Buongiorno, Campania.
Chi sta al governo – sia a quello centrale che nei piccoli comuni – è esposto alle critiche ed è giusto che ciò accada, naturalmente quando si tratti di rilievi fondati e motivati. Sarebbe altrettanto corretto, come peraltro invocava Giovanni XXIII, che anche il bene facesse notizia. Purtroppo, abituati come siamo alla declinazione del male, molto spesso le buone notizie rischiano di passare inosservate, specie quando sono di fonte istituzionale.
E’ di certo una buona notizia, ad esempio, quella che sarà ufficializzata oggi a Napoli a Palazzo Santa Lucia: una campagna di informazione sul riciclo e riuso dei rifiuti che interesserà tutte le scuole della Campania. L’iniziativa è dell’Osservatorio competente, presieduto dall’irpino Enzo De Luca, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale diretto da Luisa Franzese.
E’ una buona notizia perché in Campania abbiamo finalmente un’ottima legge per la disciplina del ciclo integrato dei rifiuti, grazie alla proposta normativa che fu elaborata dal vice-governatore con delega all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola. Ma per attuarla in tutta la sua efficacia è indispensabile la collaborazione dei cittadini. Può apparire paradossale, eppure l’esperienza di questi anni, dalla grande crisi dell’era Bassolino in poi, ha insegnato che il passaggio più difficile nella gestione del ciclo integrato è proprio quello affidato alla partecipazione dei cittadini. E’ stata sempre carente e tuttora lo è, insomma, proprio la cultura – intesa come mentalità – nella prima fase del sistema di selezione, recupero e smaltimento dei rifiuti: la separazione differenziata dal cui grado percentuale dipendono, sia in termini economici che logistici, le fasi successive.
Evidentemente gli adulti di questa nostra regione non sono stati sufficientemente bravi – o sensibili o responsabili, scegliete voi – a fare la propria parte. Ecco perché ricominciare dalle scuole, puntare sulla sensibilità dei bambini e dei ragazzi, può contribuire a formare una più solida coscienza ambientale individuale e collettiva, che è ciò che serve per mettere a regime l’ottima legge di Bonavitacola.
In Campania dovremmo dedicare un’attenzione molto particolare al problema dopo tutti i danni che abbiamo subito con la grande crisi dei rifiuti. Ricordate? Fummo sommersi dall’immondizia per mesi ed esposti a gravissimi rischi igienico-sanitari. Le immagini della sporcizia in cui affogavamo – le immagini di Napoli soprattutto – fecero il giro del mondo. E ci rimise l’economia del turismo e non solo. E tutti noi, individualmente e come comunità, ci rimettemmo la faccia. Per uscire dalla crisi sono stati spesi una montagna di euro: si sarebbero potuti utilizzare più utilmente, quei soldi, per creare posti di lavoro. Ai rifiuti solidi urbani che riempivano strade e piazze, e in tanti quartieri di Napoli facevano bella mostra fino ai piani alti dei palazzi, si aggiunsero i rifiuti “invisibili”, fino ad un certo giorno invisibili: quelli speciali e velenosi, provenienti da tante parti d’Italia, che la camorra aveva provveduto ad interrare, realizzando un giro d’affari stramilionario, ancora a danno dell’immagine e dell’economia di un territorio che una volta era la nostra Campania Felix, e che poi è stato tristemente ribattezzato, con mendace e irresponsabile generalizzazione, “Terra dei fuochi”.
Sono motivi sufficienti per stimolarci a cambiare pagina, a scrivere un capitolo più nobile di questa nostra bellissima ma sventurata terra. E scriverla ricominciando dalla scuola è anche simbolicamente un’idea destinata a vincere.