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Buongiorno

20.05.2019 - Buongiorno Irpinia

I cattivi maestri del M5S irpino

Scrissi qualche settimana addietro di non conoscere il candidato 5 Stelle alla carica di sindaco, Ferdinando Picariello, ma di aver avuto la sensazione che fosse una persona perbene: proprio come avevo scritto in altra epoca, e avuto modo di verificare successivamente, di Vincenzo Ciampi, lo sfortunatissimo primo cittadino del capoluogo rimasto in carica soltanto pochi mesi.

Ho avuto modo di incontrare (e di intervistare per Irpinia Tv) Picariello, e sono arrivato alla conclusione che si tratta effettivamente di una “bella persona”. Gli fa torto – credo – la timidezza. Che nasconde dietro atteggiamenti verbali molto reattivi: una apparente aggressività che in niente, ma proprio niente, riflette il suo carattere mite, l’intelligenza e l’ottimo spessore culturale.

Di Ciampi scrissi anche che spesso, e forse malvolentieri, sbagliava. E aggiunsi – per carità, soltanto un’opinione – che a farlo sbagliare era il “capo” politico provinciale 5Stelle Carlo Sibilia. I cattivi maestri sono sempre di esempio negativo per i loro allievi. E Sibilia – anche questa, per carità, è soltanto una mia opinione – è un maestro pessimo.

Ecco, ho la sensazione che Ferdinando Picariello – parlo della funzione politica, non della persona, chiaramente – stia apprendendo qualche lezione sbagliata dal suo maestro Sibilia. Ne è un esempio la sua sortita di sabato nei confronti di Rosetta D’Amelio. Ha scritto in un post che la presidente del Consiglio regionale della Campania “è stata condannata per danno erariale nell’inchiesta sui rimborsi ai consiglieri regionali”. Si dà il caso che la D’Amelio sia stata invece pienamente assolta nella sentenza d’appello della Corte dei Conti emessa pochi giorni fa, per cui Picariello si è beccato una querela per diffamazione. Proprio come è accaduto a Carlo Sibilia che nello scorso febbraio è stato querelato dai membri del Cda del Teatro Gesualdo per aver loro attribuito d’essere sotto inchiesta per “corruzione” a fronte d’una vicenda giudiziaria con tutt’altre ipotesi di reato.

Ora, il mio auspicio è che la D’Amelio ripensi la querela e si accontenti delle pubbliche scuse di Picariello, se questi fosse disponibile in tal senso. Un errore, ancorché madornale, ci può anche scappare nel clima teso e confuso delle campagne elettorali. Epperò un candidato sindaco, peraltro con non poche probabilità di successo, dovrebbe essere un tantino più accorto nelle uscite pubbliche, specie se si tratta di affermazioni molto impegnative.

Un consiglio (gratuito) a Picariello: segua altri esempi. D’altra parte, il M5S è ricco di riferimenti culturalmente attrezzati, credibili e senza rischiosissima spocchia.