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Buongiorno

16.08.2018 - Buongiorno Irpinia

I crolli dei ponti e i crolli morali della nostra Verde Irpinia

Ogni tanto in Irpinia (e in Italia) scopriamo l’acqua calda. E come se non bastasse ci sorprendiamo, perfino, che sia calda. Crolla a Genova il viadotto Morandi, e ci accorgiamo – santa ingenuità! – che il calcestruzzo con il tempo si deteriora. Oppure che – Madonna, che novità – sessant’anni dopo la progettazione di quell’opera il traffico a Genova è aumentato e nel frattempo sono stati “inventati” i Tir, i quali – altra sorpresa – pesano molto più dei “camioncini” d’una volta, e dunque sottopongono i ponti ad un più dura prova di carico.

Epperò – Benedetto Iddio – a fine Anni ‘60, quando cioè il “Morandi” fu aperto al traffico, l’uomo mise piede sulla Luna. E non è forse vero che il Ponte di Brooklyn, più intelligentemente costruito in acciaio, risale addirittura al 1883, ossia “quasi” un secolo prima del viadotto di Genova?

Prima del terremoto del novembre ‘80, in Irpinia c’era stato quello del ‘62. Per carità, niente al confronto con i lutti e le devastazioni di 38 anni fa. Ma cosa avevamo imparato dal precedente sisma o dall’altro del ‘30 e via indietro nel tempo? Praticamente niente, se è vero come è vero, che quella maledetta domenica di novembre crollarono anche tante case “riparate” con cordoli di cemento dopo il sisma dell’agosto ‘62.

Sempre in Irpinia, terra “ballerina” per eccellenza, abbiamo scoperto l’acqua calda di tanti edifici scolastici ancora ad alto rischio sismico soltanto dopo il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia (Molise), il 31 ottobre del 2002, che uccise 27 bambini e la loro maestra. E ancora qui, da noi, quando il Procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, ha fatto mettere i sigilli ad alcuni istituti “sospetti”, poco c’è mancato che la società politica e quella cosiddetta civile lo linciassero, quasi reo di boicottare la cultura, e che cultura! Giusto per dire – si perdoni la digressione – dell’alto grado di sensibilità verso le tragedie evitabili che anima il nostro quotidiano vivere.

Oggi – dopo l’assurda tragedia di Genova, ed in singolare coincidenza con la scossa nel Molise di magnitudo 4,7, avvertita anche ad Avelino – scopriamo con grande meraviglia che in Irpinia manca una mappa dello stato di sicurezza dei nostri ponti e viadotti.

Ma perché sorprendersi se da queste parti l’attività prevalente della classe dirigente politica e amministrativa è studiare come spartirsi incarichi e prebende, chi nominare in questo o quell’ente o società partecipata per meglio coprire le ruberie del passato e propiziarne di nuove per sé e per i propri congiunti?

Diciamolo: i 5 Stelle saranno anche specialisti in colossali cazzate tipo i 6x3 del ferragosto politico avellinese, ma almeno non rubano, non si arricchiscono con i soldi pubblici, non sistemano figli e nipoti e amanti e amici senza merito negli ospedali, nelle Asl, all’Alto Calore, all’Asi, all’Ato Rifiuti e chi più ne ha più ne metta. Anche per questo meglio loro, perfino quando fanno cazzate che questa razza maledetta del malaffare direttamente o indirettamente responsabile dei crolli morali prima ancora che di quelli fisici dei ponti e dei viadotti e delle case d’Irpinia.