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Buongiorno

09.09.2019 - Buongiorno Irpinia

I professionisti irpini del trasformismo politico

Vista dall’Irpinia a distanza di una settimana, la cosa divertente della morte del governo gialloverde e conseguente nascita di quello giallorosso, è l’atteggiamento buffo (ci sarebbe da piangere, ma è preferibile riderci su) di chi stava salendo sul carro di Salvini e si è ritratto appena in tempo per non essere notato.

Non facciamo nomi per carità di patria. Mai come in questo caso, d’altronde, più che il peccatore interessa – come si dice – il peccato.

Cosa volete: i trasformisti esistono da quando c’è la Politica. Praticamente da sempre. A modo suo, per chi ci crede, era una trasformista anche Eva: nella storia della Mela c’è proprio di tutto.

Tuttavia, il problema è – diciamo così – di stile. Ci si può “trasformare” in tanti modi. Il più dignitoso è passare da un partito all’altro dichiarandolo “apertis verbis”, spiegando perché senza giri di parole: poco importa, tutto sommato, la dose di bugia che si cala nella dichiarazione.

Il modo più subdolo e insulso, invece, è parcheggiare in zona neutra in attesa che maturino gli eventi. È dire e non dire, giocare all’ambiguità. C’è gente della politica irpina che si è dimostrata espertissima in materia. Stavolta ci stava cascando, però. Nessuno avrebbe potuto immaginare che Salvini desse i segni di follia politica che ha dato, e che forse gli sono costati il futuro di leader.

Poi – perdonate la volgarità, ma c’azzecca – il colpo di culo: giusto in tempo di innestare la retromarcia e tornare, comunque, in zona neutra. I professionisti del trasformismo la sanno lunga.

Diversamente, che professionisti sarebbero!