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Buongiorno

01.01.2018 - Buongiorno Italia

Il 2108? “Non è vero...ma ci credo”: sarà meglio del disgraziato 20...”17”

Buongiorno, Italia.
Lasciate perdere maghi e cartomanti: nessuno, salvo Nostro Signore, saprebbe dirci che anno ci aspetta. E poiché il Padreterno, a causa di quella sbadata di Eva, decise che avremmo dovuto sbrigarcela con le nostre forze, e senza mai poter sapere cosa ci accadrà da qui a un attimo, l’anno che sarà lo sapremo soltanto a mano a mano che scorreranno i giorni. Con buona pace anche degli economisti e dei sociologi: i quali, da un po’ di tempo in qua, sembrano non azzeccarne una. Non perché non siano bravi, quanto piuttosto per via di questa nostra società sempre più liquida, solubile e insieme volubile.
Tuttavia, abbiamo almeno due motivi per essere cautamente ottimisti.

Il primo, diretta emanazione della cabala, è che il 2018 non nasce già disgraziato nelle sue cifre finali come il 2017. Potrebbe apparire contraddittorio con l’inaffidabilità di maghi e cartomanti appena richiamata. Ma ve la ricordate la spassosissima commedia “Non è vero...ma ci credo” di Peppino De Filippo? Insomma, per come siamo messi, la superstizione può aiutare, se non a campare, almeno a sognare.

Il secondo motivo, invece, è decisamente serio. Che piaccia o non, la leva che muove tutte le categorie del benessere è la politica nelle sue diverse espressioni. Ora, la realtà italiana di oggi è che la politica ha toccato il fondo. Peggio di come è andata non può andare. Quindi non possiamo che cominciare a risalire la china. Non subito, naturalmente. Bisognerà prima smaltire il fallimento della legge elettorale (varata nell’anno “disgraziato” 2017), farne un’altra nel 2018 e tornare alle urne, possibilmente ancora entro il 2018.

“Non è vero...ma ci credo”: il 2018 sarà un anno buono.