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Buongiorno

17.09.2017 - Buongiorno Italia

Il Caso Consip-Renzi: se la Giustizia e la Politica finiscono sotto i piedi

Buongiorno, Italia.
Ma in che tempi, e in quale Italia, viviamo?

Un capitano dei carabinieri, Gianpaolo Scarfato, che indaga sul caso Consip e invece di ricercare le prove di eventuali malefatte, come sarebbe suo compito istituzionale, fabbrica prove per colpire l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un Pubblico Ministero, Henry John Woodcock, che per la stessa inchiesta – scusate il bisticcio – finisce sotto inchiesta con l’accusa di aver manipolato, assieme al capitano Scarlato intanto promosso maggiore, le informative sul papà di Renzi, ancora qui per fregare l’ex Presidente del Consiglio.

In che tempi, e in quale Italia viviamo, se un ex ministro della Giustizia, dimessosi “per sensibilità politica” da quella carica in quanto indagato, dopo ben dieci anni viene riconosciuto innocente, ahimè troppo tardi visto che all’epoca dei fatti, o meglio dei “non fatti”, la moglie finì agli arresti domiciliari e il governo Prodi cadde?

In che tempi e in quale Italia viviamo, se un ex duro della Giustizia passato alla politica, ovvero Luciano Violante, di fronte a tante inchieste rivelatesi infondate, arriva a parlare di strategie giudiziarie contro la politica?

E in che tempi e in quale Italia viviamo se un altro durissimo e purissimo, seppure proveniente dal mondo dello spettacolo e non dai Tribunali, ossia il capo del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, prima teorizza che non si può stare in politica se raggiunti da un avviso di garanzia e poi, quando la sindaca grillina di Roma viene indagata, cambia parametri etico-politici e sentenzia che, sì, fino alla sentenza di condanna in primo grado, la Virginia Raggi può restare al suo posto?

Faccio il mestiere di giornalista da oltre 40 anni e confesso di non riuscire a capire. Chi può, per favore, mi aiuti a capire in che tempi e in quale Italia viviamo.