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Buongiorno

25.05.2019 - Buongiorno Irpinia

“Il Commenda”: omaggio ad Arcangelo Iapicca nel decennale della scomparsa

Buongiorno, Irpinia. Oggi il mio Blog è in larghissima parte dedicato al ricordo di Arcangelo Iapicca, il “Commenda”, nel decennale della sua scomparsa (23 maggio 2009).
Nel “Venerdì”, il cui video potete guardare nella sezione tematica di questa home page, ho voluto ricordarlo “a voce”, come a lui (forse) sarebbe piaciuto.
Qui, nello spazio di Buongiorno, desidero ricordarlo attraverso la presentazione, scritta dall’indimenticabile Peppino Pisano, e la introduzione del mio volume “Il Commenda” (1996).

LA PREFAZIONE

Ci sono personaggi che lasciano tracce profonde della loro vita operosa, uomini “solari” che non lasciano nulla d’intentato, che riescono a conciliare diversità d’impegno e varietà di vocazione. Sono uomini che favoriscono la rinascita: un tempo umanisti e scienziati, inventori e statisti; oggi capitani di industria e mecenati, politici e sportivi.
Arcangelo Iapicca ha operato su fronti diversi nella sua vita feconda, raggiungendo il successo ogni volta, grazie alle doti naturali, ma anche alla religione del lavoro coltivata giorno dopo giorno.
Franco Genzale ha dato di questa vita operosa, di questa genialità luminosa, di questo personaggio complesso un ritratto vivace, veloce, ossuto, senza concessioni alla retorica, con la massima attenzione per i momenti che hanno esaltato le qualità dell’uomo.
Il linguaggio incisivo ed efficace del giornalista di rango rende l’immagine dell’uomo nella sua poliedricità attraverso una partitura orchestrata su cinque piani: l’imprenditore, il politico, lo sportivo, l’uomo e infine Arcangelo Iapicca che si racconta in un’intervista a tutto campo.
Scritto in cinque giorni come un istant-book, questo libro di Genzale ci consente di acquisire notizie su un personaggio complesso, ma anche di sondarne gli anfratti più riposti per catturare l’umanità profonda d’uno dei protagonisti del nostro tempo e della nostra realtà.
E lo stile efficace e rapido di Franco Genzale offre l’occasione per una straordinaria rimpatriata nella terra antica dello scriver bene, ahimè, sempre meno frequentata.
Giuseppe Pisano

L’INTRODUZIONE

A otto anni faceva il giro della piazza di Mirabella camminando con le mani, testa in giù, piedi in alto, in perfetta verticale acrobatica. A quattordici anni, una sera d’agosto, trascinò la domestica sotto il biliardo: fu il suo primo rapporto sessuale. A venti, era già imprenditore, per necessità: suo padre Francesco era prematuramente scomparso, e toccò a lui, assieme ai fratelli Rocco e Peppino, gestire la modesta ma già solida impresa edile di famiglia.
Oggi, a settant’anni, Arcangelo Iapicca è la combinazione perfetta di quelle tre tappe dell’adolescenza e della giovinezza: simpaticamente esibizionista, inesauribile innamorato dell’amore, imprenditore autentico.
Lo conosco, per quello che effettivamente è, soltanto da un anno. Confesso: prima lo detestavo. Mi appariva frivolo e cinico, immorale e istrione. Vent’anni fa, la sua presenza sulla scena politica e imprenditoriale mi aveva ispirato velenosi libelli. Poi, tra noi, era calata l’indifferenza. Ci siamo incontrati di nuovo, grazie ad amici comuni. L’ho frequentato, ed è bastato poco, molto poco, perché i pregiudizi andassero a farsi benedire.
Mi sono chiesto se fossi cambiato io oppure lui. La risposta è stata: nessuno dei due. Era semplicemente accaduto che avevo scoperto il Commendatore: una persona vera, genuina, che pensa e si muove senza copione, un istintivo generoso, un uomo senza schemi eppure ordinatissimo, consapevole dei diritti ma ancor più cosciente dei doveri, un ottimista irriducibile, ingenuo e scaltro insieme, un adulto con il cuore di bambino, l’enciclopedia del sorriso e della voglia di vivere, distintamente galante e rudemente confidenziale, un “mostro” di socialità, all’apparenza invadente ma di fatto coinvolgente. Insomma, un personaggio. Più unico che raro. Con la sfrenata volontà di stare nelle cose: non importa se al centro, purché “dentro”.
È nata così, un po’ per gioco e un po’ per innocente vanità, l’idea di questa biografia-intervista. Arcangelo Iapicca ieri e oggi, tra memoria e attualità, senza schemi cronologici, del resto impossibili per raccontare uno come lui: un uomo senza tempo.
Franco Genzale

P.S.: I tempi tecnici necessari e provvederò alla ristampa, con pubblicazione anche on line, per la diffusione a titolo gratuito del volume “Il Commenda”. Il minimo doveroso che sento di fare per offrire alla conoscenza di chi ne abbia desiderio un protagonista autentico della vicenda umana di questa nostra provincia. (fg)