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Buongiorno

15.02.2019 - Buongiorno Irpinia

Il Comune di Avellino tra dissesto e pre-dissesto: fuori la politica dalle decisioni dei commissari

Dissesto o pre-dissesto per il Comune di Avellino? Se la domanda fosse posta con spirito – diciamo così – squisitamente tecnico, la questione si risolverebbe senza il peso del dubbio amletico. Si affiderebbero i “numeri” a persone competenti in materia, sicuramente terze rispetto agli interessi locali di parte, e il cerchio potrebbe esser chiuso senza lasciare interrogativi aperti e strascichi polemici.

Il problema del caso-Avellino è che la “questione” è stata fortemente politicizzata. E ci troviamo ormai da tempo ad assistere alla contrapposizione frontale, dunque senza margini per una via d’uscita accettabile da tutti, tra due schieramenti che hanno una sicura motivazione politica.

Da una parte ci sono gli ex amministratori delle stagioni Galasso e Foti, che sostengono l’improponibilità del dissesto per insussistenza di condizioni “necessarie e sufficienti”; e indicano la strada del pre-dissesto. Dall’altra ci sono i 5 Stelle ed ex oppositori dell’Amministrazione Foti in particolare, che sostengono, invece, l’ineluttabilità della dichiarazione di dissesto.

La decisione è oggi affidata al commissario del Comune di Avellino, che si avvale della collaborazione di due “Sub”, D’Agostino e Ricciardi, quest’ultimo specialista in materia e dirigente della pubblica amministrazione centrale.

Si tratta di tre “servitori dello Stato” di sicura affidabilità e imparzialità. I quali – loro malgrado – si sono trovati ad operare, come dicevo sopra, sul campo minato di fazioni politiche in guerra tra loro. Invero, nessuno dei “combattenti” ha perso occasione per interferire nel lavoro del commissario e dei suoi sub, o attraverso i mezzi di informazione oppure con reiterate visite al commissario Priolo, ed è il caso (quest’ultimo) del sottosegretario 5 Stelle Carlo Sibilia.

È solo il caso di sottolineare il diverso grado di incidenza sul futuro amministrativo – dunque sugli interessi concreti dei cittadini avellinesi – che avrà il dissesto invece del pre-dissesto e viceversa. Ce n’è abbastanza, tutto sommato, perché il commissario e i sub adottino decisioni corredate da inoppugnabili motivazioni di carattere squisitamente tecnico. Lo si deve alla città di Avellino ma anche, e non ultimo, alla propria coscienza di servitori dello Stato.