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Buongiorno

25.03.2018 - Buongiorno Campania

Il Governatore De Luca vuole tagliare un po’ di teste. Ma lo farà?

Buongiorno, Campania.
Venerdì scorso, nella sua rubrica settimanale su Lira Tv, Vincenzo De Luca è tornato sul tema della disfatta elettorale subita dal Partito Democratico ed ha aggiunto due considerazioni decisamente rilevanti all’analisi rassegnata qualche giorno prima nel corso della direzione regionale Pd.

La prima è il riconoscimento di un grave deficit della comunicazione istituzionale di Palazzo Santa Lucia. Non un’accusa al proprio ufficio stampa, si badi. Tutt’altro. L’autocritica è rivolta ai soggetti politici, a cominciare dalla figura di vertice, cioè lo stesso Governatore. Non è stato ritenuto prioritario – è questo il senso – raccontare in modo compiuto ciò che la Regione ha fatto in questi (quasi) primi tre anni di presidenza De Luca.

Il rimedio è pronto. È stata programmata per maggio “una grande iniziativa pubblica” per dar conto dettagliatamente di ogni cosa. È un metodo rispettoso del diritto a sapere della comunità regionale. Certo, sarebbe stato opportuno farlo prima, magari anno per anno. Ma non serve volgere lo sguardo indietro. L’importante è cominciare. Soprattutto, è importante avere un resoconto documentato dei fatti. È utile per i cittadini, che finalmente avranno a disposizione materia certa su cui poter esprimere giudizi. Ed è utile per De Luca: avrà la possibilità di difendersi dall’accusa, da parte delle opposizioni ma anche di ampi settori dell’opinione pubblica, di annunciare senza poi fare.

La seconda considerazione del Governatore, cito testualmente, è la seguente: “...Per colpa dei problemi ci siamo distratti sulla burocrazia e sulla macchina: cominceremo a tagliare qualche testa, si comincia a usare la spada senza guardare in faccia a nessuno”.

Anche su questo versante, è auspicabile che De Luca dia segnali concreti. Perché una cosa è certa: le rivoluzioni senza sangue sanno tanto di proclami rivoluzionari che restano allo stato intenzionale. Finora, in quasi tre anni, di teste rotolanti non se ne son viste, fatta eccezione di sporadici casi determinati più dalla “spada” della magistratura che da quella del Governatore.

Anche qui, però, a cominciare dalla Sanità, non sarebbe mai troppo tardi. De Luca promette che taglierà le teste poco pensanti o poco attente senza guardare in faccia a nessuno, dove i Signor Nessuno sono i ras politici dei partiti (o ex partiti) che gli hanno consentito di vincere le elezioni. Se la sentirà il Governatore di fare piazza pulita d’un sistema di potere nel cui Dna i cromosomi rivoluzionari sono totalmente assenti? Alle prossime elezioni regionali mancano poco più di due anni: non è un tempo infinito, nemmeno per un politico di razza come De Luca. Sempreché, naturalmente, nei programmi del Governatore ci sia l’obiettivo il ricandidarsi.