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Buongiorno

16.09.2018 - Buongiorno Irpinia

Il “Greco”, il “biodigestore” di Chianche e il sindaco “Grillo”

La coincidenza, assolutamente casuale, è che il sindaco di Chianche, Carlo Grillo, abbia lo stesso cognome del Beppe nazionale, in questo contesto non già nelle vesti di comico ma dell’ispiratore – oggi “garante” – dei “5 Stelle”, ovvero del Movimento che ha assunto la salvaguardia ambientale come uno dei suoi più rigorosi valori fondanti, la “bandiera” della vita contro ogni forma di sfruttamento e speculazione.

Se a Beppe Grillo raccontate di voler realizzare un “biodigestore” in un’area vitivinicola prestigiosa, quale di fatto – ad esempio – è quella del Greco di Tufo, il meno che può capitare è che lui vi “digerisca” – scegliete voi il verbo terminale – dopo avervi vomitato addosso un fiume di improperi, ahinoi!, nel caso tutti condivisibili.

Invece Carlo Grillo – architetto, figlio di agricoltori e sindaco di Chianche – l’impianto di “digestione” dei rifiuti nel territorio del suo comune, area dogc del Greco dl Greco, lo vuole e tanto più. Anzi lo pretende. E dice che sono “Flinstones” – antenati, uomini delle caverne estranei ad ogni forma di modernità scientifica e di sviluppo tecnologico e dei costumi – tutti quelli che si oppongono al “gioiellino” che non inquina e che nel contempo produce soldini, tanti soldini per le casse del comune nel cui territorio viene installato.

Ieri c’è stata una lunga e affollatissima “marcia” di protesta lungo la Valle del Sabato per gridare ancora “No” contro il biodigestore. Vi hanno partecipato centinaia e centinaia di “antenati” che vogliono difendere con i denti un fazzoletto di provincia irpina già stressato da altre forme di inquinamento.

“Il biodigestore non inquina”, si affretta a replicare il sindaco Grillo. Dimenticando, proprio lui che è un architetto, e dovrebbe quindi avere una qualche sensibilità estetica, che già la parola “rifiuti” evoca in qualche misura il concetto di inquinamento, foss’anche – e ci siamo – soltanto nel senso estensivo di “deturpazione” dell’immagine di un luogo, vieppiù se si tratti di luoghi che “comunicano” il territorio attraverso le proprie produzioni tipiche e pregiate.

Vorremmo dire al sindaco di Chianche – in conclusione – che i “Flinstones”, gli antenati, gli uomini delle caverne possono essere civilmente molto più avanzati dei post-moderni alla Grillo, i Grillo nostrani, se il loro impegno è difendere quel poco o quel tanto di ricchezza ambientale che l’Irpinia ancora conserva. La “voce della coscienza” è quella di questi antenati “grilli parlanti”, non del Grillo sindaco che ancora non si decide a dimettersi dopo l’ingloriosa performance generata, forse, da fumi d’alcol di origine geografica non controllata. A differenza, è il caso di dire, di quelli prodotti dal Greco.