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Buongiorno

06.11.2017 - Buongiorno Irpinia

Il Liceo “Mancini” è antisismico o no? Procura e Università hanno il dovere di spiegare

Buongiorno, Irpinia.
La notizia è della scorsa settimana ed ha fatto, giustamente, molto rumore.

La notizia è il sequestro dello stabile che ospita il Liceo “Mancini” di Avellino ordinato dalla Procura perché non darebbe garanzie di sicurezza antisismica.

La notizia è che quell’istituto è frequentato da 1.200 studenti che oggi si ritrovano sfrattati: una soluzione si troverà, ma bisognerà vedere al prezzo di quali disagi per i ragazzi e per le loro famiglie. Di certo, in ogni caso, di fronte al rischio di mettere a repentaglio la incolumità di studenti, professori e personale amministrativo, tecnico e ausiliario a qualsiasi titolo, la priorità definita dalla Procura non poteva che essere il sequestro della struttura.

La Supernotizia, però, è un’altra. La Supernotizia è che soltanto sei mesi fa lo stabile del “Mancini” era stato dichiarato Supersicuro dalla perizia del team dell’Università di Salerno guidata dal professor Luigi Petti, cattedratico esperto di Costruzioni in zona sismica.

Bene ha fatto il direttore di Orticalab, Marco Staglianò, a sollevare gli opportuni rilievi critici su una contraddizione troppo grave per non gettare nello sconforto studenti e famiglie: da una parte l’Università, dall’altra la Procura, ovvero i consulenti della Procura, che sostengono due tesi contrapposte sulla sicurezza antisismica dello stesso stabile.

Mi permetto di aggiungere che storie come queste non possono finire a tarallucci e vino. Non soltanto perché, come rileva Staglianò, il meno che si rischia è la credibilità di due riferimenti istituzionali di primo piano quali sono la Procura e l’Università. Quant’anche per gli effetti deleteri sulla psiche del cittadino comune che simili vicende possono determinare.

Non a caso, infatti, viviamo in una zona ad alto rischio sismico e abbiamo memoria sempre molto viva – e d’altronde, come dimenticare! – della tragedia del terremoto dell’80. La nostra convivenza con i ricordi che ci hanno profondamente segnati e con il terrore del sisma non può essere ulteriormente appesantita dai dubbi sulla sicurezza di un edificio che ospita 1.200 ragazzi.

Le istituzioni, nella fattispecie Procura e Università, insomma, hanno il dovere di spiegare compiutamente come sono arrivate a conclusioni tanto contraddittorie. È un problema di civiltà giuridica, scientifica e insieme sociale. Nessuno può sottrarsi al dovere della chiarezza.