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Buongiorno

17.12.2018 - Buongiorno Irpinia

Il Pd alle Primarie. Ovvero la guerra delle briciole

Dunque, riepilogando: a meno di improbabilissime sorprese, la sfida alle Primarie Pd è tra Nicola Zingaretti e Maurizio Martina. I sondaggi danno per ora in vantaggio il Governatore del Lazio. A favore del segretario uscente ci sarebbe invece la confluenza di tutti i renziani. Renziani che alcuni osservatori politici definiscono “ormai ex renziani”, mentre altri continuano ad inquadrarli tali senza “ex”. La qual cosa fa una bella differenza: un conto è se Renzi fa ancora il “motore” della sua corrente (e resta nel Pd), storia diversa è se – come pare – si fa il suo partitino. Insomma, i renziani con Renzi nel Pd che appoggiano Martina sarebbero una cifra di tutto rispetto; i renziani senza Renzi nel Pd conterebbero pressappoco il loro solo voto. Si vedrà.

Sono curioso di sapere, piuttosto, come si andrà a comporre lo scenario irpino. Fosse stato candidato Minniti, non ci sarebbero stati problemi di sorta. Gli amici del Governatore De Luca, Rosetta D’Amelio in testa, si sarebbero schierati con l’ex ministro dell’Interno (naturalmente renziano o giù di lì), gli amici di Umberto Del Basso de Caro avrebbero appoggiato Martina, mentre a sostenere Zingaretti ci sarebbero stati innanzitutto gli amici di Enzo De Luca e quel poco e del tutto ininfluente di cui dispone Gianluca Festa.

Ora che Minniti non c’è, gli amici del Governatore si ritroveranno dalla stessa parte degli amici di Umberto Del Basso de Caro, cioè con Martina. Ovvero i nemici del congresso provinciale irpino saranno amici per forza di cose al congresso nazionale. Da quel che si sa, presenteranno due liste diverse confluenti su Martina, giusto per distinguersi e contarsi, e poi si vede.

Nota a margine. Fino a quando il Pd era un grande partito, con candidature e posti certi in Parlamento e altrove da offrire, questi giochi di corrente, che erano giochi di posizionamenti e non di idee, si potevano anche comprendere, se non giustificare. Ma adesso che il Partito Democratico, specie se Renzi si fa il suo partitino, vien dato massimo al 13 per cento, la domanda che nasce spontanea, a proposito dei giochini di corrente, è: “A chi giova?”.

Insomma, Signore e Signori, sta per andare in scena la “guerra delle briciole” del Pd. Buon divertimento a tutti.