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Buongiorno

10.11.2019 - Buongiorno Irpinia

Il Pd irpino al bivio: rifondazione o Partito-Bordello

Il vicesegretario nazionale del Partito Democratico, Andrea Orlando, parteciperà domani al meeting organizzato dal commissario della Federazione irpina del Pd, Aldo Cennamo.

È un appuntamento che arriva dopo che Cennamo ha girato in lungo e in largo la provincia di Avellino: una fittissima agenda di incontri con militanti e amministratori locali del partito che alla fine, grazie agli appunti memorizzati giorno per giorno e per circa due mesi, ha dato la possibilità al commissario di farsi un’idea precisa di cosa sia il Pd irpino.

Per l’esperienza e l’intelligenza vivace che lo caratterizzano, Cennamo non è tipo da lasciarsi condizionare dalle apparenze: ha certamente saputo leggere anche dietro le “maschere” dei suoi interlocutori, ove ne fosse occorsa la circostanza. Insomma, ha potuto avere una conoscenza dei fatti e delle persone molto prossima alla verità.

È assai probabile che domani, nel suo intervento, egli non si limiterà a fare un appello all’unità del partito per affrontare la strada in salita che separa il Pd dalla riconquista del suo tradizionale elettorato. Se si fermasse qui, farebbe una cosa che è insieme scontata e inutile, diremmo addirittura banale. Detta diversamente, la sua sarebbe una pericolosissima recita d’indulgenza verso un partito che in Irpinia si è ridotto ad un autentico bordello.

Cennamo sa bene che per eliminare la “sostanza” dei bordelli non è sufficiente una legge. La Merlin, per stare alla metafora, alla fine si è rivelata una cura peggiore del male. La sostanza dei bordelli sono le prostitute e chi le sfrutta, con tutto il rispetto per le prime ed infinito disprezzo per i magnaccia.

Ecco, ancora per stare alla metafora, e in conclusione, se Cennamo non propone – e Orlando non recepisce – che per stare nel Pd s’impone l’obbligo di cancellare la “sostanza” del Partito-Bordello, ovvero la presenza di chi si prostituisce per ricavarne una utilità e di chi veste i panni del magnaccia, avremo ascoltato l’ennesima pia intenzione di rifondare il Pd ma con i verbi ancora coniugati ad un improbabile futuro.