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Buongiorno

09.12.2018 - Buongiorno Irpinia

Il Pd irpino favorisce le fughe in avanti dei giullari

L’ottusità della segreteria provinciale Pd, frutto a sua volta dell’ottusa guerra per bande incoraggiata dal Nazareno ai tempi del commissario David Ermini, sta facendo affievolire sempre più la speranza che il centrosinistra ritrovi in Irpinia una guida in grado di aggregare più sensibilità intorno ad un progetto politico riconoscibile.

Il segretario Di Guglielmo e l’apparato che gli fa da corona hanno perso l’occasione di dimettersi dopo le sconfitte accumulate nel giro di pochi mesi alle comunali del capoluogo e alle provinciali.

L’attaccamento alla poltrona è tale da far disperdere come rifiuti in discarica etica e dignità politica, a conferma della profondità d’una crisi del Pd che è, insieme, crisi di idee – dunque d’identità – e assoluta carenza di uomini sulle cui gambe quelle idee, seppure ci fossero, dovrebbero camminare.

Ciò che sta accadendo nel capoluogo è lo specchio fedele della crisi del Partito Democratico e dell’intero centrosinistra. I soggetti di quest’area, che si ergono a capipopolo e che promettono ricette miracolistiche per l’Avellino del futuro, sono tutti riconducibili alla matrice Pd.

Essi non sono riusciti ad elaborare un progetto credibile nell’ambito del loro partito, non si capisce perché dovrebbero far meglio standone fuori, magari imbracciando la bandiera d’un collateralismo annacquato nell’indistinto delle formazioni civiche.

Le loro velleità sono piuttosto la prova plastica d’un personalismo spocchioso, presuntuoso e sfrenato che sul piano storico-politico rinvia, seppure in patetica metafora, all’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini.

Il Pd che fugge dalla responsabilità di una proposta politica per il capoluogo e per l’Irpinia di fatto favorisce le fughe in avanti di questi giullari che agitano la scena provinciale. E che, dramma nel dramma, non riescono più nemmeno a divertire.