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Buongiorno

01.02.2018 - Buongiorno Irpinia

Il Pd irpino ha perso i buoi e ora cerca le corna

Buongiorno, Irpinia.
Nel Pd irpino non si spegne l’eco delle polemiche per le scelte dei candidati decise dal Nazareno e, all’interno di quelle decisioni, per il declassamento, almeno rispetto alle attese dei diretti interessati, dei due deputati uscenti Luigi Famiglietti e Valentina Paris.

È altamente probabile che i musi lunghi resteranno fino ed oltre il 4 marzo. Così come è fondatamente ipotizzabile che nel segreto delle urne saranno consumate non poche vendette.

Ma, al di là dei metodi da clan utilizzati da Renzi e affiliati intimi, un’analisi seria delle cause che hanno determinato la sconfessione in toto della classe dirigente del partito locale combacia perfettamente con la spiegazione fornita dal commissario della federazione David Ermini.

Egli ha detto, con spietato realismo, che si è dovuto pagare “il prezzo di non aver avuto una classe dirigente forte negli ultimi anni”. Ebbene, c’è qualcuno disposto a contestare questa verità senza correre il rischio d’essere seppellito da una sonora risata collettiva?

Dopo la giubilazione per complotto interno dell’ultimo segretario provinciale, Carmine De Blasio, il Pd ha riempito le cronache politiche locali di litigi, beghe, colpi bassi, volgari trasformismi, velenose invidie: un teatrino che ha messo in scena, salvo rarissime eccezioni, una sgangherata compagnia di nani e ballerine rappresentata al peggio dal fantomatico Direttorio Famiglietti-Paris-D’Amelio-De Luca.

Ci sarà stata pure una qualche ragione se alla fine il Nazareno non ha trovato soluzione alternativa al commissariamento della federazione. L’unica cosa che Ermini non dice, però, e se ne capiscono i caritatevoli motivi, è che quel Direttorio non è arrivato da Marte ma è stato nominato dal giglietto evidentemente poco magico di Matteo Renzi. Si è registrato un fallimento locale, insomma, fedelissimo specchio del fallimento Pd nazionale.

Andare oggi in giro a cercare le corna dopo aver smarrito i buoi, perciò, è da parte di tutti lorsignori irpini e toscani del Pd un esercizio retorico ai limiti del tragicomico.