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Buongiorno

10.12.2018 - Buongiorno Italia

Il Pd può rinascere se non c’è Renzi

“Il Fatto Quotidiano” di sabato ha rilanciato una indiscrezione dell’Huffington Post che mi era sfuggita e che è la seguente: “Matteo Renzi potrebbe puntare alla tripletta: vincere le primarie del Pd del 2019, dopo i quasi plebisciti interni nel 2103 e nel 2017.

Le indiscrezioni, come tutti sappiamo, non sono notizie. Eppure è bastata l’indiscrezione – confesso – per provocarmi un fastidiosissimo reflusso gastroesofageo, e vorrei raccontare perché in pochissime righe.

Ho votato Renzi sia alle primarie del 2013 che a quelle del 2017. E l’ho fatto con profonda convinzione. Ho votato Sì al Referendum costituzionale voluto da Renzi perché ritenevo, e tuttora ritengo, che quelle riforme andavano fatte. Ho votato Pd nel 2013 ma mi sono rifiutato di farlo il 4 marzo 2018, ed ho gentilmente mandato a quel paese chi sosteneva fosse meglio un voto al Pd turandosi il naso che al centrodestra. E, infatti, mi sono regolato di conseguenza: ho mantenuto il naso ben aperto ed ho votato – ahimè, sono pentito! – i Cinquestelle. Aggiungo che l’ho fatto per la medesima ragione che ha spinto a farlo tantissimi elettori ex Pd: spazzare via per sempre il ricordo di Renzi e delle sue politiche.

Ci siamo, dunque, con la spiegazione del rigurgito di acidità causatomi da quella indiscrezione. Come dicono i professionisti della politica, “dopo ampia e articolata riflessione” ho realizzato – ma è soltanto una mia opinione – che Matteo Renzi non ha distrutto soltanto il Partito Democratico ma anche la speranza di un qualcosa di centrosinistra che somigliasse all’idea originaria del Pd.

Sono giunto alla conclusione, insomma, che dove c’è Renzi ci può essere tutto fuorché un partito riformista di centrosinistra degno di questo nome. Soltanto il pensiero ch’egli continui a stare sulla scena politica mi fa girare dall’altra parte. Ecco, confesso ancora, per quello che può interessare, cha la mia è intolleranza allo stato puro rispetto alla presenza politica di Matteo Renzi. È crisi di rigetto: non sopporterei il trapianto di niente, nemmeno un capello, di ciò che possa essere od anche soltanto apparire renziano.

Voglio sperare, per concludere, che quella indiscrezione involva in diceria da marciapiede, con tutto il rispetto per l’Huffington Post. È mia convinzione che il Pd può avere una mezza speranza di rinascita solo se si libera per sempre di Renzi e del renzismo.

Letto, confermato e sottoscritto.
Franco Genzale