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Buongiorno

26.04.2018 - Buongiorno Irpinia

Il Pd si svegli: candidi Mancino a sindaco di Avellino

Buongiorno, Irpinia.
Qualche giorno fa ho scritto che Nicola Mancino candidato sindaco di Avellino per il centrosinistra potrebbe essere, a mio avviso, la proposta migliore del Partito Democratico in questa fase assai turbolenta della sua vita cittadina e provinciale. Ed ho provato a spiegarne i motivi. In estrema sintesi: intorno alla sua figura – carismatica, prestigiosa ed esperta – potrebbe realizzarsi il miracolo d’una convergenza unitaria e vincente delle troppe anime “invasate” del Pd, diversamente destinate al conflitto fratricida che farebbe consegnare il Comune capoluogo al Centrodestra o al M5S senza nemmeno l’onore delle armi.

L’altra sera al Circolo della Stampa, l’ex ministro dell’Interno, ex Presidente del Senato ed ex Vicepresidente del Csm ha risposto su questo argomento ai giornalisti. Ed ha detto ciò ch’era scontato che dicesse. Ovvero che alla sua età, 86 anni, può limitarsi a dare consigli (“Se ci sono orecchie disposte ad ascoltare”) ma non a scendere in campo.

Significa che la partita è chiusa? Che egli ha comunicato la sua irrevocabile decisione di starsene da parte?

Dopo mezzo secolo di mestiere giornalistico, quasi interamente svolto in ambito politico, credo senza falsa modestia di avere le orecchie, per dirla con Mancino, ben predisposte ed allenate all’ascolto e, soprattutto, alla decifrazione del linguaggio dei politici di razza.

La mia interpretazione è che egli abbia rassegnato un messaggio diverso da quello che formalmente ha voluto far intendere. E infatti, qualcuno può ragionevolmente pensare che Nicola Mancino – con la sua Storia alle spalle e con la sua grande dignità di uomo e di politico – potesse dire: “Eccomi qui, sono pronto a candidarmi a sindaco.”?

È del tutto evidente che il contesto giusto non può essere quello giornalistico, per di più nel corso di una conferenza stampa voluta dal Presidente per spiegare e condividere con la “sua” città l’assoluzione piena nel processo sulle trattative Stato-Mafia.

L’invito a candidarsi, che nei fatti è la richiesta a Mancino di un sacrificio enorme, non può che arrivargli, eventualmente, dalle personalità più rappresentative del Pd e del centrosinistra irpino, meglio ancora se sostenuto dal Governatore De Luca, che pure è molto presente nelle vicende di partito del capoluogo e della provincia avellinese.

La mia convinzione è che se questo accadesse – se cioè l’invito fosse forte, sincero e corale – Nicola Mancino direbbe di sì: con grande sofferenza per il tempo che sarebbe costretto a sottrarre alla famiglia, con molta fatica considerato che non ha più l’età d’un giovanotto, ma direbbe di sì. Un politico di razza, che peraltro ama Avellino e agli avellinesi è grato per la spinta alla sua straordinaria carriera, non potrebbe dire di no.

Qualcuno ci provi e lo faccia alla luce del sole e in fretta: il tempo stringe, non si può giocare a nascondino.