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Buongiorno

27.06.2018 - Buongiorno Irpinia

Il Pd sta per spegnersi ma Di Guglielmo resta al suo posto

Dopo l’ennesima batosta elettorale, in Toscana come in Campania e altrove, un dato è certo: il Partito Democratico è in stato confusionale. Sembra eccessivo sostenere, come qualche giornale ha titolato, che il Pd è addirittura in fase di estinzione. Ma è innegabile che questo rischio ci sia.

Dall’assemblea nazionale del 7 luglio si capirà molto di più: tutto può accadere, niente riesce ormai a sorprendere.

In questa cornice nazionale si consumano le vicende del partito in Campania e in provincia di Avellino. La segretaria regionale, Assunta Tartaglione, è dimissionaria da tempo. Ha comunque annunciato che dirà la sua sui ballottaggi domani in Direzione. Il Pd è andato malissimo, come si accennava, anche da queste parti: risultati che confermano il declino già registrato alle politiche del 4 marzo.

Lo stesso Governatore De Luca, molto probabilmente, coglierà l’occasione dell’appuntamento di domani per offrire la sua analisi del voto. Per ora si è limitato a dire che “se non si parla di lavoro e sicurezza il Pd continuerà a perdere”. Se questa è la premessa, c’è da attendersi da parte sua un’arringa impietosa contro i vertici nazionali del partito, ancorché non siano – allo stato – facilmente individuabili.

In Irpinia, infine, la condizione in cui versa il Partito Democratico ha abbondantemente superato la dimensione drammatica per diventare patetica. Di fronte alla catastrofica sconfitta subita nel capoluogo ad opera del Movimento 5 Stelle, il segretario provinciale, sulla cui elezione pende peraltro un ricorso al Tribunale civile, invece di rassegnare le dimissioni si limita a dire che dalle urne è arrivato “un segnale che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare”. Niente, più di questa insostenibile leggerezza dell’essere in politica, interpreta meglio lo stato di crisi del partito. Ma tant’è: la tragedia è che i diretti interessati nemmeno ne sono consapevoli.