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Buongiorno

16.04.2018 - Buongiorno Irpinia

Il Registro dei Tumori non basta tenerlo

Buongiorno, Irpinia.
Ci sono voluti cinque anni per istituire il Registro dei Tumori della provincia di Avellino. Un tempo estremamente lungo, data la delicatezza della materia. Il Registro – diciamolo subito – non è la formula magica che ti fa guarire dal cancro. Magari fosse così semplice.

Però, trattandosi di una struttura che ha il compito di raccogliere tutte le informazioni utili sui malati di tumore in un determinato territorio, rappresenta il mezzo più efficace per conoscere, non solo e non tanto la diffusione della malattia in quell’area, quant’anche e soprattutto l’eventuale relazione tra patologia e ambiente. Che non è cosa da poco per sostenere la programmazione mirata degli interventi di prevenzione.

Dopo l’accreditamento da parte dell’Airtum (Associazione italiana dei registri tumori), il direttore generale dell’Asl di Avellino, Maria Morgante, ha reso operativa la struttura nominandone la responsabile nella persona della dottoressa Maria Antonietta Ferrara, direttrice del Servizio di Epidemiologia e Prevenzione.

Il lavoro più delicato comincia ora. Il grado di efficacia del Registro, infatti, dipenderà dal rigore nella raccolta dei dati, dalla velocità di aggiornamento, dalla capacità di elaborazione e lettura delle informazioni. È una struttura che può funzionare come dovrebbe se funziona bene il sistema di supporto, che è rappresentato essenzialmente dalla rete dei medici di famiglia e dalle aziende ospedaliere pubbliche e private presenti in provincia.

In qualche misura, il Registro opportunamente interpretato potrà rivelarci anche importanti indizi di rischio grave per la salute derivante dall’ambiente fisico della nostra provincia. Non devono preoccupare soltanto i tumori allo stato conclamato, infatti, ma anche i fattori inquinanti che possono favorirne l’insorgenza e lo sviluppo.

Sarebbe iniziativa decisamente meritoria, infine, se l’Asl attivasse una conferenza annuale di salvaguardia ambientale, con il contributo propositivo delle istituzioni locali, delle parti sociali e del governo regionale. Il territorio irpino è soggetto a gravi e diffusi assalti barbarici ad opera di speculatori organizzati, amministratori poco accorti e cittadini comuni, quelli che hanno sempre ragione e sono invece quotidiani protagonisti di non pochi torti. Senza azioni dissuasive, a cominciare da quelle squisitamente culturali, sarà difficile venirne fuori.