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Buongiorno

17.03.2017 - Buongiorno Irpinia

Il Vaffanculo del sindaco Foti al giornalista Giordano e le bocche cucite del direttore e dell’editore di Telenostra

Buongiorno, Irpinia. Non ricordo sia accaduto in passato che un sindaco di Avellino abbia verbalmente aggredito un giornalista, di certo mai nel modo rabbioso, volgare e arrogante usato da Paolo Foti nei confronti di Ottavio Giordano, volto storico dell’ex prestigiosa Telenostra (e più avanti spiegherò perché “ex”).
L’aggravante è costituita dal fatto che il collega Giordano non è affatto il genere di giornalista che si va cercando rogne. Egli non è soltanto un ottimo cronista. E’ anche uno che interpreta il mestiere in maniera rigorosamente seria. Che significa, in buona sostanza, non svegliarsi la mattina con l’idea fissa dello scoop e inventarselo se non c’è. Piuttosto, Ottavio è il cronista classico che non vede l’ora che faccia giorno per andarsi a cercare le notizie, quelle vere. Perché, al fondo delle cose, è questo il bello del mestiere di giornalista: raccontare ciò che realmente accade, mai ciò che si vorrebbe accadesse. E raccontarlo senza peli sulla lingua, senza indulgenze verso chicchessia, soprattutto senza riverenze nei confronti del potere politico.
Mercoledì, tentando di intervistare il sindaco sui problemi della città e degli avellinesi, non sulle amenità da Circolo del Nuoto, Ottavio Giordano intendeva fare né più né meno di ciò che da tanti anni fa ogni mattina, ovvero il suo mestiere: con onestà, con scrupolo, con la determinata volontà di raccontare Avellino per quella che è. E molto correttamente, a corredo del servizio di cronaca che aveva imbastito, voleva intervistare il sindaco: una cosa normale in tutti i comuni d’Italia e del mondo. E invece…
Invece gli è capitato di ritrovarsi davanti, non il Primo Cittadino con la P e la C maiuscole; ma l’ultimo – ultimo con la u minuscola – volgare ed arrogante cittadino – cittadino con la c minuscola, non di Avellino, ma di una delle tribù irpine che abitavano i nostri monti ai tempi dei Sanniti: con tutto il rispetto per le tribù, gli Irpini e i Sanniti dei tempi andati.
Ho parlato di Ottavio Giordano con cognizione di causa: avendo avuto modo di lavorare fianco a fianco con lui per lungo tempo, credo di conoscerlo come pochi altri: comunque tanto da stimarlo e da portargli un infinito affetto. Poiché conosco molto bene anche il sindaco Foti, essendo egli tra i miei “polli” politici preferiti, non mi sorprende affatto la sua volgarissima sortita. L’avesse fatto nei confronti del sottoscritto – che spesso, e decisamente volentieri, lo ha preso a pesci in faccia – non avrei avuto niente da ridire: chi di spada ferisce, la spada contro deve metterla nel conto. Ma quel “Vaffanculo” ad Ottavio, con l’aggiunta del “Non mi devi rompere i coglioni” assolutamente infondato, dal momento che i coglioni bisogna averli perché qualcuno te li rompa, gridano vendetta.
Ed eccoci alla spiegazione di Telenostra “ex” prestigiosa. La vendetta per la gratuita aggressione verbale subita da Ottavio Giordano avrebbero dovuto gridarla il Direttore Responsabile e l’Editore di Telenostra. Accade così, da sempre, in tutte le testate giornalistiche che si rispettino: sempreché, naturalmente, come nel caso di Giordano, il giornalista abbia subito un ingiusto ed offensivo torto, e specie se l’offesa arriva da un politico. E’ accaduto tante volte in passato a Telenostra, con tutti i direttori che la storica emittente cittadina ha avuto, da Pasquale Grasso fino a Pierluigi Melillo passando per Antonio Caggiano, Norberto Vitale, Gianni Festa e il sottoscritto. Noi altri citati direttori, nessuno escluso, facevamo tremare le vene ai polsi non solo ai politici di terza fila come Paolo Foti, ma a gente del calibro di Ciriaco De Mita e Nicola Mancino, se si azzardavano a fare i padroni in casa di Telenostra.
Stavolta nessuno ha gridato vendetta. Anzi, peggio. Il Direttore Responsabile, che – non ci crederete – è la moglie dell’Editore, e l’Editore, che è l’imprenditore e deputato Angelo Antonio D’Agostino, non solo non hanno gridato vendetta, secondo una regola canonica di questi casi, che evidentemente ignorano, ma non hanno nemmeno ritenuto di esprimere pubblica solidarietà ad un loro giornalista così volgarmente offeso.
Si dà il caso che Direttore ed Editore di Telenostra – essendo sostanzialmente i “padroni” del Gruppo D’Agostino – abbiano rapporti di lavoro, dunque cointeressenze, con il Comune di Avellino (vedi il famigerato Tunnel). Non vogliamo credere che tra la difesa di un proprio giornalista e quella dei propri interessi abbiano optato per la seconda. Sarebbe davvero una brutta caduta di stile: non tanto per il Direttore Responsabile, il cui volto televisivo, al pari della firma, non è concesso ai telespettatori di Telenostra; quanto per l’Editore, che da Deputato della Repubblica dovrebbe garantire la libertà di stampa senza che i cronisti debbano correre il rischio di essere imbavagliati e offesi da un sindaco qualunque.
Ma un modo per riparare, e per ridare prestigio a Telenostra c’è: Direttore ed Editore esprimano pubblicamente solidarietà ad Ottavio Giordano. E pubblicamente dicano al sindaco di Avellino che la prossima volta che mandano “a fare in culo” un proprio giornalista gli fanno un culo così. Giusto per contrappasso!