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Buongiorno

20.09.2018 - Buongiorno Irpinia

Il caso Chianche e quella frase sibillina del Sindaco Grillo

Il sindaco di Chianche, Carlo Grillo, insiste: “Finché la Regione non deciderà di tornare sui suoi passi, io andrò avanti”, ha dichiarato ieri in una intervista a “Il Mattino”.

Il tema è sempre lo stesso: la realizzazione del biodigestore nel territorio del suo comune. In buona sostanza, Grillo non cambia idea nonostante l’imponente manifestazione di protesta di qualche giorno fa. Nonostante, per di più, che il Vice Governatore della Campania con delega all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, abbia esplicitamente detto che il sito di Chianche si può cambiare e che l’individuazione della nuova area spetta all’Ente d’Ambito di settore.

Fin qui tutto lineare, perfino la coerenza del sindaco Grillo: ha una sua opinione, ritiene che il biodigestore non rechi nemmeno danni d’immagine al marchio dogc del Greco di Tufo, inutile insistere per fargli cambiare idea.

Piuttosto è un passaggio dell’intervista di Grillo che dovrebbe stimolare qualche interrogativo inquietante. Egli dice: “Appare quanto meno singolare che per due anni quasi nessuno ha aperto bocca, poi dall’8 agosto tutti hanno deciso di scatenarsi, finanche esponenti della maggioranza del Governatore De Luca. In quella data sono state apportate modifiche alla legge regionale che stabiliscono maggiori poteri, nell’Ambito dell’Ato Rifiuti, per quei Comuni che ospitano gli impianti. Questo evidentemente ha risvegliato gli appetiti di qualcuno che ha interessi politici in altre parti del territorio, visto che parliamo di un progetto da 20 milioni di euro”.

Eccola la frase sibillina del Sindaco Grillo che andrebbe chiarita. Venti milioni di euro non sono briciole. E se stimolano appetiti (solo politici?) per chi eventualmente ha interessi in altre zone della provincia, a rigore di logica ciò dovrebbe valere anche per Chianche. O no, Sindaco Grillo?

Un chiarimento sarebbe del tutto doveroso.