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Buongiorno

11.03.2019 - Buongiorno Irpinia

Il caso di omofobia a Montemiletto tra pentimenti, perdoni e molto più

Si è risolta nel modo migliore, e in meno di 48 ore, la vicenda dello studente e modello 24enne omosessuale, residente a Montemiletto, ch’era stato oggetto di insulti omofobi attraverso una lettera anonima fattagli pervenire a casa. Lo ha rivelato lo stesso Alessandro Reda - è questo il suo nome - che ha postato su Facebook la seguente (in sintesi) dichiarazione di perdono per l’autore delle offese.

“… Comunico ai miei amici, ai seguaci e a tutte le persone che mi hanno scritto per mostrarmi la loro solidarietà che la situazione si è risolta nel migliore dei modi. Oggi sono stato avvicinato dalla persona che ha scritto il biglietto. Si tratta di un mio conoscente. Mi ha chiesto umilmente scusa affermando che il messaggio di odio che ha scritto non ha nulla a che vedere con l’odio verso gli omosessuali. Ha ammesso di essere stato preso dalla rabbia e dall’invidia nei miei confronti per il seguito che ho sui social ma ha detto: “Solo ieri mi sono reso conto di quanto male ho fatto a te e a tutte le persone LGBT di Italia con quelle frasi. Sono stato squallido, lo ammetto. Ma sappi che ho usato la tua omosessualità per un mio intento stupido di provare a toglierti la felicità”.

"Ho visto - continua il post di Alessandro - che la persona in questione era molto pentita... Quindi la mia decisione è stata di perdonarla e di chiudere questa vicenda".
Cosa dire? Non mi sarei interessato a questa storia se i protagonisti non fossero stati due giovani molto provati da quanto è accaduto. Encomiabile il comportamento di Alessandro, che ha fatto bene a denunciare pubblicamente questo ennesimo, insopportabile caso di omofobia e, comunque, a prendere atto del sincero pentimento di chi lo aveva insultato. Ma ancora più esemplare, a mio parere, è stato l’atteggiamento dell’autore di quel biglietto anonimo: farsi riconoscere e dichiarare l’invidia per il numero di follower di Alessandro è stato un atto di coraggio molto più importante delle scuse, peraltro doverose.

Se posso permettermi di dare un consiglio all’anonimo giovane in questione, vorrei dirgli che proprio non ha bisogno di invidiare né Alessandro né altri: la sensibilità dimostrata è una ricchezza interiore decisamente più preziosa del successo di mille, centomila, un milione di follower.