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Buongiorno

19.01.2019 - Buongiorno Irpinia

Il civismo senza pudore che si candida a governare Avellino

Premessa. Ho la convinta consapevolezza che la mia opinione vale esattamente quanto quella di ogni altra persona interessata alle vicende politiche e amministrative della provincia irpina, ivi compresi i rappresentanti dei partiti e dei soggetti che si candidano alla rappresentanza istituzionale.

La mia opinione sulle elezioni comunali di Avellino del prossimo maggio, almeno a giudicare dalle cose che si leggono e si ascoltano in questa vigilia, è che il capoluogo si avvicina a vivere una seconda stagione di precarietà amministrativa dopo quella recentemente conclusasi con il sindaco di minoranza 5 Stelle e durata – ahinoi – soltanto pochi mesi.

La mia opinione è motivata dal fatto che stiamo assistendo ad una folle corsa verso il civismo, senza alcun ancoraggio politico, per di più senza un progetto amministrativo degno di questo nome, per cui il massimo di offerta che si propone agli elettori è un generico, indistinto impegno a fare "il bene della città". Con un’aggravante: i soggetti che si propongono in veste civica sono gli stessi che fanno già fallito, non una ma già diverse volte, quando si sono presentati all’elettorato avellinese sotto un simbolo di partito.

La sensazione, insomma, è di assistere ad uno spettacolo teatrale dove il copione e gli attori sono quelli di sempre e l’unica cosa che cambia è lo sfondo del palcoscenico. Ciò che si percepisce, in altri termini, è un processo di autoriciclaggio di personaggetti di prima, seconda e terza fila senza nemmeno il beneficio del pudore.