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Buongiorno

13.11.2018 - Buongiorno Irpinia

Il dramma non è il Sottosegretario Sibilia, ma chi lo lascia fare

Ho letto e riletto, con la dovuta attenzione, le dichiarazioni rilasciate dal Sottosegretario Carlo Sibilia in merito ai problemi dell’Amministrazione comunale di Avellino. E sinceramente non riesco a trovare una fondata ragione, una sola, del suo ottimismo circa la durata in carica per l’intero mandato del sindaco Cinque Stelle Vincenzo Ciampi.

Sibilia usa i soliti toni sprezzanti nei confronti dell’opposizione, soprattutto nei confronti di “chi in Comune c’era prima”. Ha il sacrosanto diritto di critica e personalmente ritengo che ci siano mille motivi, sul piano oggettivo, per condividere quelle critiche. Le cose che stanno emergendo dallo studio dei bilanci del capoluogo sono talmente “strane” che mi pare ci sia poco da discutere circa l’affidabilità di quanti hanno amministrato la città almeno da tre lustri a questa parte, senza dire della opacità d’una classe burocratica o compiacente, rispetto ai propri dante causa, oppure del tutto incompetente.

Ciò detto, resta un dato inconfutabile: in un Consiglio comunale di 32 membri, sindaco compreso, i Cinque Stelle hanno una rappresentanza di sei persone, ancora sindaco compreso. Rispetto a questo quadro, non è dato sapere in base a quali calcoli, sia aritmetici che politici, il Sottosegretario poggi la declamata certezza che il sindaco Ciampi avrà vita amministrativa lunga e sicura.

Sibilia associa questa sicurezza ad un’altra affermazione che, invero, ha più il suono della minaccia che del consiglio. Egli, infatti, dopo aver sottolineato la ineluttabilità della dichiarazione di dissesto, si rivolge indistintamente all’opposizione e dice: “La credibilità di questa gente è sotto lo zero.

L’unico consiglio che posso dar loro è di trovarsi un buon avvocato. Noi siamo al fianco delle forze dell’ordine e della Guardia di Finanza per fare chiarezza totale. Con chi vuole salvarsi le spalle dopo i danni fatti non si può parlare di politica”.

Ora, pur fingendo d’ignorare che certi toni non si addicono alla civiltà istituzionale di un uomo di governo, resta la domanda: seppure l’opposizione, che è stragrande maggioranza, venisse cancellata “per decreto”, come immagina il novello Statista avellinese che l’Amministrazione Ciampi possa sopravvivere? Essendo Sottosegretario agli Interni, peraltro senza uno straccio di delega, che fa Sibilia: s’inventa una norma – diciamo così – di dittatura della minoranza?

Il dramma vero, in ogni caso, non è il deputato Carlo Sibilia, del quale abbiamo tutti avuto modo di scoprire il mondo fantastico in cui alimenta la sua spensierata e molto approssimativa cultura politica. Il dramma è che i suoi “superiori” – dal garante Grillo al capo politico Di Maio – lo lascino fare: indisturbato, imperterrito, abissale.