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Buongiorno

23.06.2018 - Buongiorno Campania

Il ministro della Salute vuole sostituire De Luca? Sarebbe la cura sbagliata

Il ministro della salute del governo M5S-Lega, Giulia Grillo, non ha nulla da invidiare a chi l’ha preceduta, Beatrice Lorenzin. Anzi, rispetto alla collega che l’ha preceduta, ha forse il vantaggio d’essere un medico, un medico legale per l’esattezza, e questa circostanza potrebbe esserle di aiuto per meglio comprendere i problemi d’uno dei settori più delicati e complessi delle politiche governative.

Inoltre, nei suoi primi cinque anni di legislatura tra le file del M5S ha lavorato molto e bene. È stata prima membro della Commissione Affari Sociali e poi eletta capogruppo alla Camera.

Per di più è una “tosta”: siciliana di rigorosi principi, all’atto della nomina a ministro ha annunciato che pensa a “concretizzare una sanità pubblica giusta, efficiente e accessibile attraverso un adeguato finanziamento, una seria programmazione, una revisione della governance farmaceutica e un potenziamento dei servizi di assistenza territoriale”.

Bene. Ciò detto, e dando per scontato che il ministro Grillo ha diritto alla fiducia incondizionata fino a prova contraria, lascia un tantino perplessi un passaggio dell’intervista rilasciata al quotidiano “Il Mattino”, laddove – in buona sostanza – dice che non esclude la nomina di un nuovo commissario (per il rientro del debito sanitario) in Campania in sostituzione del Governatore De Luca.

Lascia perplessi perché l’intenzione annunciata, sebbene formalmente ancora dubitativa, avrebbe tutto il sapore – se portata a compimento – di una scelta politica “ritorsiva” e non già motivata dall’insufficiente livello di efficacia ed efficienza del lavoro sin qui fatto da De Luca.

Il Governatore della Campania può stare antipatico quanto si vuole per i suoi modi non sempre da Lord inglese. Ma è innegabile, almeno per chi segue senza pregiudizi la sua azione governativa, che soprattutto in materia sanitaria sta facendo un lavoro decisamente straordinario. I risultati non sono ancora nettamente percepibili. Ma in un anno di gestione commissariale sono stati recuperati non pochi punti: quasi un miracolo considerate le condizioni assurde in cui la Campania si trovava, e non certo per responsabilità dell’ex Governatore Stefano Caldoro.

Vogliamo auguraci che il ministro Grillo non faccia prevalere la ragion di partito su quella della Salute. Se anche il M5S cominciasse ad utilizzare i metodi da Prima Repubblica per far fuori gli avversari politici sarebbe una grande delusione. Sono lussi che non possiamo permetterci, specie in un servizio primario e prioritario qual è la Sanità.