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Buongiorno

07.03.2018 - Buongiorno Irpinia

Il rigore morale del sindaco Foti non si discute

Buongiorno, Irpinia.
Il sindaco di Avellino, Paolo Foti, notoriamente non gode del sostegno delle mie opinioni. Tutt’altro. Al pari dell’amico e collega Marco Staglianò, direttore di Orticalab, credo d’essere stato il giornalista che gli ha procurato più esplosioni di orticaria nei cinque anni del mandato amministrativo che sta volgendo al termine.

Tuttavia, devo dissentire da quanto scrive sul “Mattino” di ieri l’ottimo giornalista Gianni Colucci in un passaggio della sua analisi circa gli effetti che il voto politico di domenica scorsa potrà avere sulle imminenti elezioni amministrative del capoluogo.

Il passaggio è il seguente: “…Il Pd sconfitto nelle urne a marzo risorgerà in primavera seppure sotto forma di Grosse Koalition? D’altra parte gli interessi di imprenditori come D’Agostino, sconfitto a Roma (?) così sonoramente, sono in gran parte in città. E serve un’amministrazione amica per completare grandi opere, sperare di emergere nella gara per la metanizzazione o definire la pratica Sefim all’Ni01. Allo stesso modo il partito dei costruttori più in generale, che fino ad ora ha avuto con Foti mano libera, dovrà trovare la quadra sostenendo forze politiche meno fuggenti di un’eventuale amministrazione pentastellata...”.

Devo dissentire da questa affermazione dell’analisi di Colucci, dicevo, perché poggia su due premesse sbagliate e, quindi, racconta una non verità. La prima è quella che individua nel capoluogo gran parte degli interessi di D’Agostino. È noto a tutti, infatti, che l’imprenditore di Montefalcione opera con appalti della pubblica amministrazione quasi esclusivamente fuori provincia. Ed è altrettanto noto che l’unica opera pubblica del capoluogo nella quale è impegnata la sua impresa – ossia il Tunnel di Piazza Libertà – si riferisce ad una gara vinta in epoca antecedente sia alla gestione Foti che all’avvio dell’esperienza parlamentare di D’Agostino. Peraltro il Tunnel si è rivelato un pessimo affare a causa delle numerose inadempienze delle precedenti amministrazioni comunali: una qualsiasi altra impresa avrebbe rescisso il contratto per colpa grave della pubblica amministrazione. E questo è un fatto.

La seconda premessa sbagliata è la raffigurazione di un sindaco, Paolo Foti appunto, tutto pappa e ciccia con D’Agostino in particolare e con il partito dei costruttori in generale. Niente di più falso. Foti può essere criticato per la rinuncia a mandare a quel paese un partito, il Pd, che ha consentito ad alcuni suoi consiglieri di boicottare metodicamente l’azione del proprio sindaco, ma sul rigore morale ed etico del primo cittadino del capoluogo non può essere azzardato, senza dire gratuite falsità, il benché minimo ragionevole dubbio. La prova è nei fatti – scusate la cacofonia – agli atti dell’Amministrazione comunale. E non a caso sono proprio i costruttori la categoria che più lamenta l’inflessibilità del sindaco di Avellino. Inflessibile, invero, non soltanto sul fronte dell’edilizia speculativa.

Tutto qui.