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Buongiorno

22.07.2017 - Buongiorno Irpinia

Il sindaco Foti non ceda ai ricatti di un tal Poppa

Buongiorno, Irpinia.
Sullo stato comatoso dell’Amministrazione comunale di Avellino si è detto praticamente tutto. E non è esagerato affermare che il governo della città capoluogo è entrato in coma praticamente da quando si insediò, quattro e passa anni fa. Era nato male, per ragioni anch’esse fin troppe volte ripetute, e non poteva che andare così.
Ciò detto, negli ultimissimi tempi si è pure ragionevolmente convenuto sulla opportunità che il sindaco Paolo Foti portasse al termine il suo mandato, che scade tra meno di un anno.
A maggior ragione, allora, quello che sta accadendo in questi giorni ha dell’irreale: sia per la materia del contendere che per la qualità politico-amministrativa dei soggetti che ne sono protagonisti.

Va detto, innanzitutto, che se il gruppo Pd avesse avuto la decenza di restare unito almeno in questo scorcio di consiliatura non si sarebbe consentito a Nicola Poppa, consigliere dal colore politico cangiante, di esercitare un potere di veto ricattatorio semplicemente intollerabile. Perché alla fine di questo si tratta: l’Amministrazione comunale va di nuovo in fibrillazione a causa di un Poppa che chiede la sostituzione di un assessore come merce di scambio per il suo voto favorevole al Bilancio.
E c’è di più: la testa della Valentino, che “dovrebbe” essere dello stesso partito di Poppa, viene chiesta perché l’assessore non avrebbe aperto le sue stanze alla collaborazione del medesimo consigliere amico di cordata.

Diciamo come stanno le cose: l’uno e l’altra avranno le rispettive ragioni per guardarsi con diffidenza e perfino per prendersi a stracci in faccia. Ma come è possibile che si arrivi a materializzare il “voto di scambio” sul Bilancio con la sostituzione di un assessore?
Vogliamo sperare che il sindaco non ceda a questo gioco al massacro delle istituzioni. Poppa e Valentino possono regolarsi i conti nella loro parrocchia politica, se ne hanno una in comune, o a casa propria. Comunque non dentro la casa comunale.