menu

Buongiorno

07.11.2019 - Buongiorno Irpinia

Il sindaco di Avellino ha fatto bene a chiudere le scuole per il rischio meteo

Pensate un po’: mi tocca difendere il sindaco di Avellino, che notoriamente non è nelle mie attenzioni più affettuose.

Dunque, il primo cittadino del capoluogo è finito nel mirino di mamme, padri, nonne, nonni, zie e zii inferociti per aver deciso di chiudere le scuole, martedì e mercoledì, a causa dei grossi rischi derivanti dalla previsione d’una fortissima ondata di maltempo.

Le reazioni rabbiose di non poche famiglie sono state variamente motivate. C’è chi ha sottolineato il disagio di doversi tenere i ragazzi in casa senza aver potuto programmare le proprie cose. Chi ha ricordato che si pagano le tasse per far lavorare gli insegnanti e non per tenerli a spasso. Chi, infine, ha ritenuto di salire in cattedra e di spiegare quanto danno possono arrecare alla crescita culturale degli alunni due giorni senza scuola.

Povero sindaco Festa: è finito sul banco degli imputati con le accuse di aver turbato gli equilibri della quotidianità casalinga, di aver regalato soldi agli insegnanti fannulloni, di aver sabotato la dose giornaliera di apprendimento di figli e nipoti.

Ora, c’è un piccolo dettaglio che sfugge ai parenti tutti degli studenti avellinesi. Chi ha diramato l’allerta arancione, equivalente al grado immediatamente sotto il massimo, non è stato il sindaco, dal momento che non spetta a lui farlo, bensì la Protezione Civile. E tanto è avvenuto secondo i parametri scientifici utilizzati dal servizio meteorologico dell’istituzione competente.

Cosa avrebbe dovuto fare il Capo dell’Amministrazione comunale di Avellino al cospetto di una previsione non certo di diluvio universale ma decisamente allarmante: mettersi in preghiera, esorcizzare il rischio della tragedia facendo il girotondo, rivolgersi per conferma all’Oracolo della Sibilla Cumana?

Egli ha fatto la sola cosa responsabile che si “deve” fare in questi casi: non far correre rischi laddove ha il potere di intervenire. Davvero possono ritenersi più importanti i cavoli familiari, le fandonie sugli insegnanti, gli scienziati in erba mancati per due giorni di scuole chiuse? Ma ci facciano il piacere!