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Buongiorno

11.05.2019 - Buongiorno Irpinia

Il sogno di Avellino “Capoluogo” che tende a svanire all’alba del 27 maggio

Mancano ormai meno di due settimane al voto per il rinnovo del Consiglio comunale di Avellino e la campagna elettorale, sino a questo momento, è stata segnata da insulti, contumelie, miserie ed ipocrisie. La sensazione, detta altrimenti, è che nemmeno questa volta agli avellinesi sarà concesso il lusso di scegliere tra visioni contrapposte di futuro, nemmeno questa volta ci sarà spazio per un confronto, anche aspro, sulle soluzioni ai mali della città, sulle ricette da mettere in campo per condurre la città fuori dalla palude.

Io, come noto, non sono avellinese ma sono irpino e come tutti gli irpini osservo i fatti della città con doverosa preoccupazione perché è ormai troppo tempo che questa provincia è orfana del suo capoluogo, è ormai troppo tempo che i territori pagano a carissimo presso l’agonia di una città che non esercita più il proprio ruolo di riferimento e di indirizzo, che non è più né porta né epicentro di questa Irpinia, che ha del tutto smarrito ogni capacità attrattiva, che non pare avere più alcuna ambizione, che non sa più cos’è stata e men che meno cosa vuole essere.

Il capoluogo che l’Irpinia vorrebbe è una città fruibile, accessibile e connessa, la città dei servizi, una città che sia vetrina di tutto il buono ed il bello che questa nostra Irpinia offre e produce. Vorremmo una città capace di indicare un orizzonte ai territori, una città che torni ad essere capitale politica ed economica della provincia, una città che torni ad essere bella, aperta, viva ed inclusiva.

Vorremmo, noi irpini, un capoluogo nel quale ritrovare la nostra identità, vorremmo poter guardare ad Avellino come alla nostra capitale culturale, politica ed economica, non più come lo specchio di una provincia isolata, povera, immiserita.

Vorremmo, ma la ragione non suggerisce speranza.