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Buongiorno

13.05.2017 - Buongiorno Irpinia

Il “treno storico”. De Luca le dice e le fa

Buongiorno, Irpinia. Chiamatelo pure “Sceriffo”. Scrivete cartoline a Crozza per suggerirgli – ultima della serie – che “Il treno in Campania l’ho portato io”. Se non ce la fate ad ascoltarlo evitate di sintonizzarvi su Lira Tv. E chi più ne ha più ne metta. Ma una cosa è certa: De Luca prima le dice e poi davvero le fa. Può essere simpatico o antipatico, arrogante o meno, presuntuoso e superbo che si voglia. Ma tutto si può dire fuor che non abbia le idee chiare e che non faccia sforzi disumani per farle camminare sulle gambe dei suoi assessori e collaboratori.
Un esempio che può apparire minimale nell’economia dei grandi problemi della Campania ma che dà la prova della concreta corrispondenza tra pensiero e azione, impegno e realizzazione. Solo due mesi fa, il suo vice, Fulvio Bonavitacola, accogliendo una richiesta dei rappresentanti di alcune associazioni irpine, Francesco Celli e Pietro Mitrione in prima linea, s’impegnò a verificare la possibilità di ripristino del “treno storico” Avellino-Rocchetta Sant’Antonio nel tratto da Lioni verso la stazione pugliese. Subito dopo, in una delle sue trasferte irpine, fu direttamente il Governatore a dare l’ok. Ieri la notizia del finanziamento di 70mila euro per rimettere in moto, in vista dell’estate, il treno che l’anno scorso – seppure per un breve tratto – fece da cornice allo Sponz Fest di Vinicio Capossela: una suggestione tanto gradevole, nella sua dimensione umana e sociale di quei luoghi, forse s’era provata soltanto oltre un secolo e mezzo prima, quando la ferrovia cara a De Sanctis fu inaugurata.
E’ chiaro: con 70mila euro si dà soltanto il “la” in uno spartito che va ancora tutto composto perché si possa parlare di buona musica per la provincia irpina. Ma è un ottimo inizio. Anche perché sia Bonavitacola che il Governatore hanno condiviso appieno l’idea che l’intera tratta Avellino-Rocchetta Sant’Antonio possa promuovere turismo in Alta Irpinia, un comprensorio ricco di bellezze paesaggistiche e di beni culturali, oltre che di eccellenti produzioni enogastronomiche, che non è stato opportunamente valorizzato nemmeno con le grandi opportunità offerte nel dopo-terremoto. Naturalmente, la Regione può fornire la cornice di attenzione istituzionale e finanziaria, ma il compito di promuovere idee e progetti funzionali allo sviluppo di quel territorio spetta alle amministrazioni locali. Le quali, bisogna ammetterlo, hanno sin qui fatto prevalere le ragioni del singolo campanile su quelle della più vasta comunità ribattezzata “Città dell’Alta Irpinia”. Prima si inverte questa tendenza tanto più verde diventa la speranza di un Rinascimento altirpino.
Al di là della provincia di Avellino, comunque, significativo è l’impegno del governo De Luca per tutto il sistema dei trasporti a sostegno della stagione turistica della Campania. Affianco ai “treni storici” (oltre al “Lioni – Rocchetta”, il “Reggia Express”, il “Capua express”, il “Benevento -Pietrelcina”, il “Napoli-Pietrarsa-Pompei-Paestum-Velia” e il “Campania express), l’investimento complessivo di 6 milioni di euro rilancia le “Vie del Mare”, migliora la transitabilità delle costiere Amalfitana e Sorrentina ed istituisce, a partire dal 15 giugno e per tutta l’estate, il “Frecciarossa per il Cilento”.
L’obiettivo, di evidenza lapalissiana, è di potenziare il più possibile il sistema di mobilità per meglio sostenere l’offerta turistica dell’intero territorio campano, non solo la parte tradizionalmente più frequentata. E’, insieme, anche un investimento in immagine: dettaglio non trascurabile per una regione che ancora non riesce a “vendere”, per quanto effettivamente vale, la sua “Grande bellezza”.
Non è ancora appropriato parlare di Rivoluzione-De Luca, ma il “moto” c’è. E tutto lascia indovinare che molte cose, a cominciare dalla cultura della rassegnazione, saranno effettivamente rivoluzionate.