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Buongiorno

01.05.2018 - Buongiorno Irpinia

Il voto di Avellino e l’assalto alla diligenza

Soffia un vento strano sulle elezioni amministrative di Avellino. La sensazione è che intorno al Pd, e per iniziativa delle diverse anime del Pd, si stia costruendo un percorso che potrà soddisfare le ambizioni di questo o quel leaderino ma che non promette nulla di buono per la città.

In buona sostanza, l’idea che sembra prevalere è una grande ammucchiata che mette insieme gruppi e persone le quali, non fino a ieri, ma ancora in questi minuti si guardano con rancore e con sospetto. Per di più, con l’aggravante che ad unirli non c’è uno straccio di progetto per la città.

Tutto lascia indovinare, invece, che il solo mastice che unisce gruppi e persone dentro il Pd, e dentro l’area Pd-potenziali alleati, sia il timore che la competizione elettorale possa essere vinta dal Centrodestra o dal Movimento 5 Stelle.

Difficile dire se si tratti di un timore fondato. Le elezioni amministrative nelle città di modesta dimensione, qual è Avellino, sono sempre fortemente condizionate dal voto clientelare e dal numero di liste, ossia dal numero di candidati delle aggregazioni in campo. Su questo terreno competono esclusivamente il Centrosinistra e il Centrodestra con il loro tradizionale e abbondante apparato di liste civiche. Mentre il Movimento 5 Stelle ancora una volta ha deciso di correre da solo. Quanto possa aiutarlo nel voto amministrativo l’onda lunga del trionfo del 4 marzo è un mistero: a giudicare dalle regionali nel Molise e nel Friuli V.G., sembra che l’energia delle politiche abbia perso molto della sua forza propulsiva. Ma ogni realtà locale ha una storia a sé. La storia recente di Avellino non depone certo bene per il Centrosinistra. Se scatta il sentimento della protesta, che in Irpinia ha fatto eleggere cinque parlamentari grillini su sette, quella storia avrà ciò che si merita.

Fatto certo, invece, è che la preoccupazione dei succitati gruppi e persone dell’area Pd-potenziali alleati è alimentata da una serie di interessi non solo squisitamente politici e non sempre alti e nobili. Chi vince le elezioni nel capoluogo mette le mani sulle leve del potere di diversi enti sovracomunali e società partecipate. E ciò in una fase in cui la Regione deve spendere una montagna di soldi.

Sarebbe compito della Buona Politica garantire la comunità avellinese (e irpina) dal rischio di assalti alla diligenza. Esattamente come sarebbe compito della comunità fare scelte elettorali funzionali all’esercizio della Buona Politica, ovvero fare in modo che i banditi vengano tenuti lontano dalla diligenza.

Raccomandazioni al vento? Probabilmente sì.

Buona giornata.