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Buongiorno

27.06.2017 - Buongiorno Irpinia

In memoria di Michele Iannarone, un “Comunista Cristiano”

Domenica, nella Cattedrale di Frigento, ho ascoltato le orazioni in memoria di Michele Iannarone: una “Bella Persona” che nelle diverse fasi di un’esistenza limpida ed intensa è stato Magistrato, Senatore della Repubblica e Sindaco del paese che ha amato quanto la sua stessa famiglia.
Senza mai indulgere alla retorica, gli oratori ne hanno tracciato il profilo raccontando con semplicità il giurista, il politico e l’amministratore.
Credo sia stato un compito tutt’altro che difficile parlarne bene e per come effettivamente era, per come ha vissuto, per la testimonianza che ha dato. Perché Michele Iannarone è stato, insieme, un Uomo Semplice e un Grande Uomo.
Non è complicato raccontare l’Uomo Semplice. Basta fare ricorso alla memoria senza doversi sforzare d’inventare niente.
Michele – lo chiamo per nome perché mi sono onorato della sua amicizia – era un Uomo Semplice nel senso letterale e più genuino dell’aggettivo: sincero, schietto, la stessa persona “dentro” e “fuori”.
Ed è stato un “Grande Uomo” per la perfetta coerenza delle sue azioni, del suo vissuto con l’alta idealità del suo pensiero: nell’amministrazione della giustizia come in quella della cosa pubblica, nell’impegno politico come nella testimonianza sociale.
Certo, s’infervorava nella discussione. Era un suo dato caratteriale. Ma lo faceva comunque e sempre per difendere la ricerca della verità, nella missione di magistrato e nella missione politica e sociale.
Nei Tribunali, per Michele Iannarone, Giustizia non era soltanto l’applicazione accademica e rigorosa delle leggi dello Stato, ma qualcosa di più: era lo sforzo dell’interpretazione “umana” della legge. Senza indulgenze dettate dalla pietà, ma lasciandosi guidare la mano dal “dubbio” della “verità totale”, al momento di adagiare i pesi sui piatti della Bilancia.
Lo stesso metro e l’identico metodo usava nella Casa Comunale: concreta consapevolezza dei diritti del cittadino, ma anche coscienza – senza astrattismi – dei loro doveri. Da qui la costante priorità, programmatoria e gestionale, alla domanda sociale ed alle fasce deboli; ma anche l’irrinunciabile pretesa di comportamenti civici adeguati.
E’ stato un Grande Uomo nelle piccole cose della pubblica amministrazione del suo Comune, e lo è stato con lo stesso impegno e la medesima passione civile nel ruolo di parlamentare: la spinta dell’utopia comunista, ma anche – soprattutto – il sano pragmatismo dell’uomo di mondo. Di un Grande Uomo che con la sua semplicità, la sua limpidezza e la “normale” visione delle cose ispirata al buon senso, ha lasciato tra gli amici, in Irpinia e nei luoghi in cui ha operato, il ricordo di un “Comunista Cristiano”: Uno che – se lo avesse conosciuto – Papa Francesco avrebbe certamente additato come esempio di Uomo di Buona Volontà.