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Buongiorno

09.05.2017 - Buongiorno Irpinia

In ricordo di Amato Barile

Buongiorno, Irpinia. Di Amato Barile ricordo le mie lunghe attese nel Palazzo di Giustizia di Avellino al tempo delle inchieste giudiziarie della tangentopoli irpina. Lui, Sostituto Procuratore. Io, cronista del quotidiano “Il Mattino”. Lui, rigorosamente rispettoso del segreto istruttorio. Io, rompiscatole oltre misura che non lasciava la Procura senza notizie.
Erano tempi difficili. Mai i rapporti tra magistratura e politica erano stati così tesi. Ed erano pochi, oltre tutto, quelli disposti a scommettere che la Procura di Avellino non si sarebbe fermata davanti ai santuari di una classe dirigente politica all’epoca decisamente forte ed intellettualmente molto attrezzata.
“Franco, non ho niente da dire. Non ci sono novità. Non ce ne sono stasera e non ce ne saranno domani. E’ inutile che fai la notte qui”. Mi licenziava sempre così, dopo che avevo atteso ore ed ore, fino a sera inoltrata, nel corridoio della Procura. Quando occorreva, oltre che ermetico Barile sapeva anche essere ironico, talvolta addirittura sarcastico.
Ci davamo del tu, eravamo in confidenza, ma appena toccavo il tasto delle inchieste svicolava. Lui era integerrimo quanto preparato. Davvero interpretava il ruolo come una missione. Non c’era verso che potesse derogare alla regola: “Ognuno fa il proprio mestiere, il mio mestiere è di svolgere indagini e di non raccontarle ai giornalisti fino a quando sono coperte dal segreto istruttorio”.
Le fonti della Giustizia, come le vie del Signore, sono infinite. Accadeva spesso, durante la Tangentopoli irpina, che io riuscissi a strappare qualche notizia in anticipo. Ricordo la sua faccia incavolata, ogni qualvolta “Il Mattino” pubblicava a mia firma roba “riservata”. “Oggi hai esagerato. Ma chi te le racconta queste frottole?”. “Caro Amato – gli rispondevo – tu non dici niente a Franco e Franco sta zitto con te: ognuno deve fare il proprio mestiere”.
E’ stato un ottimo magistrato, Amato Barile. Intransigente, ma giusto e profondamente umano.
Mancherai a tantissima gente che ha avuto modo di conoscerti e di apprezzarti per ciò che sei stato: un corretto e fedele Servitore della Giustizia. Che Nostro Signore ti abbia in gloria, Amato.