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Buongiorno

22.08.2018 - Buongiorno Irpinia

In vino veritas, quel biodigestore lo si faccia altrove

Buongiorno, Irpinia.
Sono astemio, ma “brindo” molto volentieri all’appello lanciato da Piero Mastroberardino, titolare della casa vinicola conosciuta in tutto il mondo, attraverso l’hashtag Nessunotocchilirpinia lanciato per impedire la realizzazione del biodigestore a Chianche, praticamente in prossimità dell’area del Greco docg.

Non sono un tecnico. Ignoro se il biodigestore possa in qualche modo danneggiare l’ambiente in cui sorgono i vigneti. Mi fido della responsabilità dell’Istituzione Regione. Se i suoi esperti e rappresentanti politici dicono che quell’impianto è totalmente innocuo, non posso che crederci. Non avrei alcun motivo, del resto, per pensare il contrario: sarebbe semplicemente assurdo immaginare che a livello istituzionale ci sia chi, gratuitamente, abbia progettato di recar danno alla vitivinicoltura irpina, cui viene attribuito per sicuro merito un altissimo prestigio.

Ciò detto, ovvero dato per scontato che quel biodigestore – per tecnologia e sperimentazione – non inquina e nulla toglie alla qualità delle uve e quindi del vino, non si può non convenire che un danno di immagine certamente lo reca al nome del Greco. Sarà suggestione o come cavolo la si vuole definire, c’è di fatto che resta una pessima idea la scelta di realizzare l’impianto proprio lì.

L’Irpinia non è un minuscolo fazzoletto di terra. Abbiamo una densità di popolazione oggettivamente molto bassa. Di siti idonei a ricevere l’impianto ce ne sono e tanto più. È chiaro che se ogni sindaco vuole difendere a tutti i costi i propri confini, magari facendo passare per fertili aree rifiutate perfino dalle pecore a pascolo, una soluzione non si trova.

Non bisogna dimenticare, infine, che il biodigestore non è a servizio di Chianche ma dell’intera provincia. Perciò, in vino veritas, lo si faccia altrove. Evitiamo di farci del male anche quando possiamo senza il costo d’un benché minimo sacrificio.