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Buongiorno

26.07.2017 - Buongiorno Irpinia

Industria Italiana Autobus: la speranza ha gli occhi di Silvia Curcio

Trasmette una emozione genuina e molto gradevole la notizia che Silvia Curcio, la “pasionaria” dell’ex Irisbus di Valle Ufita, è rientrata in fabbrica dopo sei anni. Si è battuta come un leone per quella fabbrica, avendo sempre il sincero obiettivo del lavoro per tutti e mettendo se stessa ultima in fila: è decisamente bello sapere che ci sono in giro persone così cariche di idealità e di altruismo come l’operaia Silvia. Tanto più se le battaglie della Curcio si ripensano per ciò che effettivamente sono state: rivendicazioni giuste e sacrosante al riparo sia dai furori demagogici d’un sindacalismo troppo ideologizzato sia dalla tentazione di protagonismo costantemente in agguato e a cui non è sempre facile sottrarsi.

Assurge a lezione di buona pedagogia sindacale, per di più, il realismo con cui la Curcio torna a varcare il cancello della fabbrica di Valle Ufita, che intanto è diventata Industria Italiana Autobus.
L’operaia Silvia sa bene che il percorso è tutto in salita e che nulla, ma proprio nulla, può dirsi scontato. Il futuro della IIA è molto incerto, per le tante ragioni che le cronache provinciali spiegano da quando la società è nata.

C’è tanta buona volontà nell’imprenditore-manager, Stefano del Rosso, che ha rilevato la fabbrica dalle ceneri Fiat per tentare una missione ai limiti dell’impossibile. Però la volontà non basta. Per tenere in vita un’impresa del genere servono capitali consistenti e servono commesse. Allo stato dei fatti, i capitali sono modesti, e per le commesse è in corso una battaglia che non sarà facile vincere. La IIA, come è noto, chiede che il Governo centrale, in buona sostanza, introduca nelle gare d’appalto norme “protezionistiche” a sostegno delle aziende di settore che operano sul territorio nazionale.

Si vedrà. Per ora accontentiamoci del ritorno in fabbrica di Silvia Curcio: i suoi occhi umidi di gioiosa commozione sono un messaggio di speranza.