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Buongiorno

19.04.2017 - Buongiorno Campania

Infrastrutture: Delrio parla poco meridionale

Buongiorno, Campania. La buona notizia è che nell’allegato del ministero delle Infrastrutture al Documento di Economia e Finanza l’Alta Capacità Napoli-Bari è nell’elenco delle opere prioritarie i cui progetti non presentano ostacoli. E’ la definitiva conferma, come peraltro aveva già garantito il Sottosegretario Umberto Del Basso de Caro, che il collegamento ferroviario veloce tra le maggiori città meridionali non subirà intralci d’ordine finanziario, quindi di tempi di realizzazione. Anzi, indiscrezioni di fonti attendibili danno per certo che il completamento dell’opera avverrà addirittura in anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Salvo imprevisti, sempre possibili per infrastrutture di questo spessore, con ogni probabilità in meno di dieci anni Napoli e Bari saranno molto più vicine. Non solo. Finalmente anche l’Irpinia salirà in carrozza con l’Alta Velocità: resta confermata, infatti, la Stazione Hirpinia di Valle Ufita, con tutto ciò che potrà significare, anche in termini di impulsi al processo di sviluppo economico, la realizzazione della piattaforma logistica in quella zona. E’ evidente, per quest’ultimo aspetto, che molto dipenderà soprattutto da ciò che sapranno mettere in cantiere le istituzioni e l’imprenditoria locale: le grandi infrastrutture sono il mezzo per fare sviluppo, le idee e le iniziative spettano al mondo politico e produttivo locale.
La cattiva notizia è che le grandi infrastrutture per la Campania e per l’intero Sud presenti nel Def non sono di quantità e qualità tali da accorciare sensibilmente il divario con il Centro-Nord. Meglio questo che niente, si potrebbe obiettare ripensando a tutto ciò che non è stato fatto da queste parti mentre da “quelle parti”, oltre alle ferrovie veloci e al raddoppio dei raddoppi delle autostrade, venivano ammodernati porti ed aeroporti e si anticipava di diversi anni l’avvento della banda larga. Sbagliato accontentarsi. Sbagliato rassegnarsi all’idea che anche quel po’ che si fa per il Sud è guadagnato. Sono loro, i politici del Centro e del Nord di tutti i versanti partitici, salvo i leghisti, a dire e a ripetere che l’Italia cresce se cresce il Sud. Ma il Sud può crescere solo se diminuisce il divario delle condizioni di competitività rispetto al Nord. Per cui, delle due l’una: o quei politici non dicono ciò pensano, ovvero ci prendono per i fondelli, oppure non sanno ciò che dicono, ed è ancora peggio.
Non serve entrare nei dettagli dell’allegato al Def per dimostrare il teorema. Un solo, macroscopico esempio, è fornito dalle quantità di merci smistate attraverso le capacità logistiche dei nostri aeroporti e dalla quantità di stranieri che arrivano con voli internazionali diretti nei nostri aeroporti.
Insomma, il ministro delle Infrastrutture Delrio è persona dalla qualità politiche e morali eccellenti, ma parla ancora con accento settentrionale troppo stretto. Proprio come alla lingua dell’ottimo Premier Gentiloni, romano Doc, non riesce bene il vernacolo campano o pugliese e men che meno quello calabrese o siciliano.