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Buongiorno

29.08.2017 - Buongiorno Irpinia

L’Alta Irpinia, il Turismo. E se Vinicio Capossela…

Buongiorno, Irpinia.

Sono stati tutti concordi, amministratori locali e osservatori, ma anche e soprattutto i comuni cittadini, nel definire un successo oltre ogni più rosea aspettativa la quinta edizione dello Sponz Fest. Vinicio Capossela voleva “rovesciare il mondo” in terra d’Irpinia, nella “sua” Alta Irpinia, e ci è riuscito. Nel senso, almeno, che ha attratto l’attenzione, ha fatto parlare non di sé come artista e basta, ma di sé in un contesto specifico. La sua arte, peraltro indiscutibile, è stata soltanto il mezzo per raccontare l’Alta Irpinia, e rappresentarla sotto una luce diversa: più divertente nel senso di viva, con un’anima, un’identità.

Sul piano squisitamente culturale, l’iniziativa di cui si è fatto generosamente promotore, in omaggio alla radici ma anche perché ci crede davvero, sta rivoluzionando l’antica e quasi rassegnata convinzione che l’Alta Irpinia sia condannata alla desertificazione. Certo, la realtà restituisce un quadro drammatico: i paesi perdono sempre più abitanti, e assieme ai giovani che vanno via si affievolisce anche la speranza che qualcuno o qualcosa possa fermare l’emigrazione. Questa è una visione realistica delle cose della nostra terra, ma anche parziale.

Non è il caso di rifarsi al proverbiale bicchiere mezzo pieno per trovare in esso una qualche consolazione. Anche perché, di fatto, il bicchiere è ancora interamente vuoto. C’è una metà, forse addirittura meno, che è piena soltanto virtualmente. Lo Sponz Fest è un’idea, in qualche modo paradigmatica delle potenzialità di attrazione che qui ci sono e che non vanno assolutamente sottovalutate. Il successo del messaggio di Vinicio Capossela è proprio in questo: ce la possiamo fare.

E d’altra parte, se una settimana di eventi ha portato nei luoghi d’Irpinia solitamente ignorati migliaia di persone, appare motivatamente fondata la speranza che si possa fare di più e molto più spesso, da queste parti, in termini di offerta turistica.
Piuttosto, emerge una criticità alla quale bisognerebbe dare una risposta al più presto: manca una sintesi delle potenzialità di attrazione dell’Alta Irpinia. Troppe iniziative sconnesse – ad eccezione, appunto, di quella di Capossela – e un bel po’ di soldi (provvidenze regionali) spesi inutilmente per eventi pseudo-culturali che hanno fini diversi, e molto meno nobili, delle buone intenzioni istituzionali.

Serve fare sintesi delle non poche idee e opportunità che pure ricorrono nei confronti tra amministratori locali e regionali e associazioni culturali di varia umanità.
Più che una proposta è una provocazione: e se si chiedesse a Vinicio Capossela di vestire i panni di direttore artistico di tutti i progetti unificati per la promozione turistica in Alta Irpinia?