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Buongiorno

20.01.2019 - Buongiorno Irpinia

L’Alto Calore, le consulenze d’oro e la cattiva memoria di Michelangelo Ciarcia

Ci sono rappresentanti della vita politico-istituzionale della provincia di Avellino fermamente convinti che gli irpini, oltre ad avere l’anello al naso, siano tutti smemorati. Sicché, con disinvoltura degna di miglior causa, le sparano talmente grosse da mettere in serio dubbio lo stato di benessere della loro salute mentale.

Prendete, fresco di giornata, ciò che ha detto – nell’intervista pubblicata ieri da Orticalab – l’Amministratore unico dell’Alto Calore, ossia del carrozzone di sprechi e clientele più scandaloso d’Irpinia, Michelangelo Ciarcia.

Ha detto – udite, udite! – he “le gestioni pubbliche possono funzionare meglio di quelle private se la politica riesce a darsi una regolata”. Ed ha aggiunto, sfidando il comune senso del pudore, che “con noi il tempo delle consulenze è finito”.

Ora, senza entrare nel merito delle noiose contrapposizioni tra pubblico e privato, è singolare che sia proprio Ciarcia a rilevare la irregolatezza della politica rispetto alla gestione pubblica dei servizi. È singolare perché l’Amministratore unico, già candidato alla segreteria provinciale del Pd soltanto sei mesi fa, ne parla come se lui, almeno da trent’anni a questa parte, fosse stato su Marte e non nelle stanze e nel sistema di quella “politica” che ha ridotto l’Alto Calore nello stato fallimentare in cui oggi versa.

Va dato atto a Ciarcia di essere sempre stato molto fedele, da quando è in politica, cioè da una vita, al suo riferimento di corrente, ossia all’ex senatore, nonché ex presidente dell’Alto Calore, Enzo De Luca. Ora, come Ciarcia certamente ricorderà, essendo stato da tempo immemorabile revisore dei conti dell’azienda pubblica di Corso Europa, il suo amico e capocorrente De Luca è stato il maggiore dispensatore di consulenze, peraltro molto profumatamente pagate, proprio dell’Alto Calore.

Or dunque, delle due l’una: o Michelangelo Ciarcia è parente stretto dello “smemorato di Collegno”, nel qual caso non potremmo che prendercela con i cromosomi; oppure, come appare molto più probabile, egli ha perso l’ennesima occasione d’oro per stare zitto, evitando così di farsi
seppellire dalle risate di chi la storia dell’Alto Calore la conosce e la ricorda benissimo.