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Buongiorno

27.11.2017 - Buongiorno Irpinia

L’Atto aziendale dell’Asl di Avellino “bocciato” anche dai medici

Buongiorno, Irpinia.
Fino a quando erano i sindaci di due comuni sedi di ospedali – Sant’Angelo dei Lombardi e Solofra – a contestare l’Atto aziendale dell’Asl di Avellino, si poteva anche legittimamente pensare che le loro posizioni avessero poco di oggettivo e molto di campanilistico. Ora che un tecnico di lunga esperienza fornisce argomenti concreti a sostegno della tesi di quei sindaci, andando anzi molto oltre per dimostrare le criticità del documento Asl, il direttore generale Maria Morgante non potrà cavarsela sbattendo ancora la porta in faccia agli amministratori locali e bollando come “lamentazioni” le loro sacrosante richieste.

“Il Mattino” di ieri ha anticipato un’ampia sintesi del dossier del “tecnico” che il comitato dei sindaci utilizzerà come base di confronto con la dottoressa Morgante nella riunione programmata per domani. Non è questa la sede per entrare nei dettagli del documento.

Qui sono utili, piuttosto, due brevissime riflessioni.

La prima. Quel “tecnico” ha un nome importante nel mondo della Sanità irpina. Si tratta di Pino Rosato, attuale presidente dell’Ordine dei Medici, già – per ben dieci anni – direttore generale dell’Azienda ospedaliera “Moscati”, un passato di incarichi prestigiosi nel sindacato di categoria. Non solo. A Rosato non si può di certo imputare d’essere pregiudizialmente ostile agli attuali vertici dell’Asl. Egli è stato, e forse lo è tuttora, un “amico” del referente politico della manager dell’Asl, ovvero amico di Ciriaco De Mita. Per dire, insomma, che le sue osservazioni non hanno nulla di strumentale e sono mirate piuttosto ad avanzare proposte risolutive concrete e possibili con gli attuali mezzi legislativi e finanziari disponibili.

La seconda riflessione. Il presidente provinciale dei medici inquadra impietosamente i limiti strategici ed operativi dell’Atto aziendale elaborato dall’Asl e approvato dal commissario ad acta per il piano di rientro del debito sanitario della Campania. In buona sostanza egli smonta la filosofia approssimativa dell’Atto aziendale. Definisce “improvvisazioni” gli interventi sui Pronto Soccorso (non solo dell’Asl, in verità) e denuncia le troppe carenze, di personale e strategiche, che impediscono alla Sanità irpina, specie in Alta Irpinia e nel solofrano-montorese, il salto di qualità necessario per recuperare la dignità dei livelli essenziali di assistenza.

Ne terrà conto il direttore generale dell’Asl prima di rialzare la voce contro i sindaci, forte – come ostenta – di sostegni dalle parti di Nusco e di Palazzo Santa Lucia? E il comitato dei sindaci, a partire già dalla riunione di domani, rilancerà con il necessario vigore e rigore la sua funzione istituzionale in materia sanitaria?
Staremo a vedere.