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Buongiorno

28.10.2017 - Buongiorno Irpinia

L’Iia di Valle Ufita, il miracolo di Lazzaro e Matteo Renzi

Buongiorno, Irpinia.
Torno sull’argomento di Industria Italiana Autobus per raccogliere, condividere e rilanciare il grido di rabbia e di disperazione della storica “pasionaria” della fabbrica di Valle Ufita, Silvia Curcio, e tramite la sua voce il grido di tutti i suoi colleghi operai umiliati e offesi dalla “politica delle chiacchiere”: espressione, quest’ultima, opportunamente utilizzata giovedì dalla Curcio dopo l’incontro in Irpinia delle maestranze della “Iia” con Matteo Renzi.

“Opportunamente”: perché di questo si tratta. Non solo e non tanto per le contraddizioni di due ministri dello stesso governo. Ovvero, da una parte, il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, che sostiene “irricevibile”, perché la norma Ue non lo consentirebbe, la richiesta del presidente “Iia”, Stefano Del Rosso, di inserire nelle gare la “premialità” per le industrie che producono autobus in Italia. E dall’altra, il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, che smentisce il suo collega di governo e racconta, nella sua recente visita in Irpinia, che invece la strada si potrebbe trovare come, ad esempio, “l’ha trovata la Francia” per altre industrie di quel Paese.

Silvia Curcio ha utilizzato “opportunamente” quella espressione anche e soprattutto perché, fino ad oggi, intorno alla vicenda “ex Irisbus” ed “ex Iveco”, ossia – per chiamarla con il nome che meglio racconta tutta la storia – ex Fiat, i governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni hanno fatto soltanto chiacchiere. Per di più, chiacchiere dannose oltre che inutili.

E provo a spiegare perché. Non sono mai entrato in empatia con il deputato Cinque Stelle irpino Carlo Sibilia. Non per la persona in sé: Carlo è un giovane pieno di buona volontà, si impegna con tutte le sue forze, non proviene dal professionismo politico, non è né figlio né nipote dei boss dell’ex Dc, e non solo Dc, che hanno devastato l’Irpinia a colpi di clientelismo e di affari di famiglia. Carlo Sibilia, insomma, a mio giudizio merita rispetto “a prescindere”, pur non disponendo – è soltanto una mia opinione – di quel carisma che servirebbe per esorcizzare una provincia politicamente popolata da lupi mannari presenti non soltanto con il plenilunio.

Epperò, sulla vicenda Ex Irisbus e attuale Industria Italiana Autobus, nell’intervista di ieri a Orticalab, Carlo Sibilia ha detto la cosa più vera e più lapalissiana che continua a sfuggire, ad esempio, a deputati come Valentina Paris e Luigi Famiglietti che da quattro anni e mezzo a questa parte suonano il violino su tutti gli spartiti, specie su quelli con le note false, che ci propina un certo Pd.

La verità lapalissiana di Carlo Sibilia è che l’ex Irisbus è stata smantellata dai succitati governi, “per non aver saputo garantire alcun tipo di protezione”, e arrivando alla fine, mi permetto di aggiungere, a favorire la cessione da parte di Fiat ad un qualsiasi imprenditore pur di togliere a Fiat il peso della fabbrica di Valle Ufita.
Più “politica delle chiacchiere” di così c’è veramente poco.

Ora Matteo Renzi si è impegnato resuscitare Industria Italiana Autobus? L’unico precedente consimile miracolo nella storia dell’umanità risale a circa duemila anni fa. Nostro Signore non fece nemmeno in tempo a dire: “Lazzaro, alzati e cammina”, ed effettivamente il defunto tornò in vita nel giro di pochi secondi. A Matteo Renzi, che di “Verbo” ne ha in abbondanza ma non proprio affidabile come quello di Gesù, possiamo concedere più tempo per il miracolo ripromesso agli operai di Valle Ufita. Però, caro Matteo e deputati irpini annessi, Lazzaro si deve alzare prima delle elezioni politiche, non dopo.