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Buongiorno

14.10.2019 - Buongiorno Irpinia

L’Irpinia dei ragazzi abbandonati alla droga e all’alcol

Nei giorni scorsi, grazie all’ottimo lavoro investigativo dei Carabinieri, quattro giovanissimi sono finiti agli arresti domiciliari perché ritenuti responsabili di spaccio di droga davanti e dentro le scuole di Avellino. Tra gli altri, è emerso un aspetto particolarmente inquietante: i ragazzi-pusher si servivano anche di minorenni per far circolare la “roba” tra gli studenti.

A distanza di sole poche ore, gli organi di informazione hanno dato notizia che lontano dal capoluogo, in Alta Irpinia, ancora i Carabinieri hanno raccolto in un meticoloso dossier un rilevante numero di casi accertati di spaccio. La Procura della Repubblica di Avellino sta istruendo il processo.

Due notizie che si sommano a molti altri episodi registrati diffusamente in provincia, ancora con il coinvolgimento passivo degli studenti.

In questo quadro, a fronte dell’impegno costante di forze dell’ordine e magistratura, fa specie il silenzio assordante delle istituzioni locali, dai sindaci agli organi scolastici, dalle rappresentanze sociali alle famiglie. È come se ci fosse la convinzione diffusa che la droga tra i giovanissimi, esattamente come il consumo di alcolici, è un fenomeno lontano anni luce dalla realtà provinciale.

Ci accorgiamo di come stiano effettivamente le cose soltanto quando usi e abusi degenerano in tragedie, con perdite di giovani vite. Sarebbe utile, giusto, civile che ci sforzassimo (tutti) un poco in più per arrivare un attimo prima dove non vorremmo si arrivasse mai. La prevenzione è responsabilità. È dovere. Carabinieri, poliziotti e magistrati non possono sostituire i cittadini. Mai.