menu

Buongiorno

17.08.2017 - Buongiorno Irpinia

L’Irpinia e l’economia turistica possibile

Napoli piace al mondo nonostante tutto. E nel tutto, chiaramente con altro significato, oltre ai morti di camorra ammazzati per strada, ci possiamo mettere anche le strade che il Sindaco de Magistris continua a tenere nelle condizioni che tutti conosciamo. Ferragosto con il pienone di turisti: al mare – nonostante, ci risiamo, non sia un mare proprio pulito – e tra i vicoli della città. Turisti d’ogni lingua e d’ogni colore della pelle. Napoli internazionale, insomma: a riconferma che è tra le più belle e intriganti città del mondo. Nonostante tutto.

Ferragosto 2017 è stato la riprova di un trend ormai consolidato. Era andata così l’anno scorso, con repliche a Natale e poi a Pasqua. Quindi l’estate. Un Rinascimento indiscutibile, almeno per il turismo. E conta poco starsi ad interrogare perché, per chi e per come. L’unica certezza è per "cosa". E la cosa è Napoli, compresi o a cominciare dai napoletani.

A fianco a Napoli, per i sold out turistici, c’è la Costiera. Almeno d’estate ci sono i luoghi eccellenti della costa cilentana. C’è Caserta, seppure unicamente per la Reggia.
Cosa ne è, invece, dell’Irpinia e del Sannio a parte i "turisti" che parlano il nostro dialetto e che sono, né più né meno, i nostri stessi emigrati? É bello riaverli nei nostri e loro paesi di origine. É bello che i loro figli e nipoti vengano a conoscere le radici di genitori e nonni. Al di là della dimensione romantica della vita, però, non può bastare.
Irpinia e Sannio hanno anch’esse un maledetto bisogno di economia turistica.
Ci sono i presupposti? Non sono quelli di Napoli e della Costiera. Ma non si può dire che non ci sia niente. C’è altro. Diversamente altro. Un complemento più che un supplemento. Bellezze ambientali, un po’ di storia. E una gastronomia di tutto rispetto. E ci sono i vini di altissima dignità.

Un turismo "complementare" a Napoli e alla Costiera. Un giorno e una notte nell’offerta complessiva. O qualcosa del genere. Si può. Ma all’inizio serve "forzare" la proposta. Quasi "regalarla". Quindi serve un grande sforzo istituzionale della Regione, un piano marketing integrato con la sponsorizzazione di Napoli e Costiera.
Ma servirebbe, in via preliminare, direi pregiudiziale, un assessore regionale al Turismo sintonizzato sulla cultura turistica. E non, come purtroppo è, sulla cultura clientelare-elettoralistica, eventi costosi e per pochi intimi paesani, giusto per far guadagnare un po’ di soldi a qualcuno.
Insomma, allo stato dei fatti, servirebbe un miracolo. Che ci crediamo o non, nei miracoli, siamo nella disperata condizione di doverci sperare.