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Buongiorno

18.11.2019 - Buongiorno Irpinia

L’Irpinia e le regionali della Campania: il bello deve ancora venire

Breve racconto semiserio della politica di casa nostra guardando alle regionali della primavera prossima in Campania.

Intanto, fermi tutti: vietato ridere, non siamo ancora alle comiche finali. Per quelle ci vuole tempo, bisognerà attendere – pensate un po’ – il 26 gennaio, la data delle elezioni in Calabria ma soprattutto in Emilia-Romagna.

Soltanto allora saremo autorizzati a ridere. Soltanto allora perché chi in Irpinia – e non solo in Irpinia – si sta posizionando a destra, a centro o a sinistra, a seconda di come andranno le cose il 26 gennaio nella regione più rossa d’Italia, potrà ritrovarsi costretto, dalla sera alla mattina, a fare i salti mortali per salire sul carro degli eventuali diversi vincitori.

Stiamo parlando, naturalmente, degli aspiranti candidati o ricandidati al Consiglio regionale.

Un esempio per tutti. Prendete Enzo Alaia. È stato tra i primissimi irpini ad aderire a Italia Viva. Ed è stato anche il consigliere regionale che va dicendo da tempo, senza se e senza ma, che lui è per la ricandidatura di De Luca alla presidenza e che con De Luca sarà alleato a prescindere.

Bene. Mettiamo che il 26 gennaio il Pd vinca in Emilia-Romagna (la Calabria – dicono – non fa testo). E mettiamo che, forte di quel risultato, Zingaretti non solo confermi la candidatura di De Luca, ma decida anche di tenere Renzi fuori dall’alleanza. Cosa farà in quel caso il sicuramente perdente Alaia: dirà bye bye a Matteo e andrà altrove, se mai lo vorranno, o resterà con Matteo ma fuori dal Consiglio regionale?

Questo che avete appena letto non è uno scenario soltanto possibile, è molto di più: è uno scenario assai probabile: nel senso – Alaia a parte – che per l’assurda confusione che regna sotto il cielo politico, ciò che oggi appare impossibile è la cosa più probabile che accada dopo il 26 gennaio.

Amen.