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Buongiorno

08.10.2017 - Buongiorno Irpinia

L’Irpinia, l’emergenza idrica e il “New Deal” della Regione Campania

È una buona notizia – ho scritto qualche giorno fa – che il centrodestra irpino, Forza Italia in testa, abbia finalmente deciso di uscire dal letargo per ricominciare a far politica.
Mi sono anche consentito la licenza di scrivere, però, che la buona politica non è il chiasso polemico dell’opposizione per l’opposizione. E che, nella fattispecie, non è una ripartenza credibile, quella del centrodestra, se nella prima uscita afferma che il governo regionale di Vincenzo De Luca non sta facendo niente per l’Irpinia.

I fatti raccontano cose diverse. Dalle politiche ambientali a quelle (di competenza) in materia di lavoro, dai progetti di sviluppo territoriale – a cominciare dalle infrastrutture stradali e ferroviarie – ai servizi pubblici locali, non si è mai registrata tanta presenza concreta della Regione nelle aree interne, Irpinia in prima fila, come con il governo De Luca. Certo, siamo ancora in fase di semina. Ma qui il terreno era praticamente incolto e abbandonato a se stesso da anni. Aver cominciato bene, come si dice, ci ha già condotti a metà dell’opera.

Prendete l’esempio della crisi idrica che anche quest’anno la Campania sta soffrendo, con il paradosso irpino di un territorio le cui sorgenti danno acqua a Napoli e alla Puglia e lasciano a secco i rubinetti della provincia di Avellino. È una crisi che ancora ci affanniamo a classificare “emergenza acuta” ma che in realtà è cronicizzata da decenni. Proprio perché, appunto, nessun governo regionale l’ha affrontata di petto, con idee chiare e provvedimenti concreti.

Da qualche mese se ne sta interessando direttamente il vice di De Luca, Fulvio Bonavitacola. E le soluzioni-tampone sono arrivate, grazie all’intesa provvisoria con l’Acquedotto Pugliese, che fino al 6 dicembre garantirà all’Irpinia il prelievo di 850 litri al secondo dalle sorgenti di Cassano; e grazie all’ammodernamento, con fondi regionali, ancora degli impianti di Cassano, e degli altri interventi di Palazzo Santa Lucia per il ripristino dei pozzi di Montoro e di Volturara.

Oggi l’attenzione della Regione è concentrata a stabilizzare l’accordo con Acquedotto Pugliese per non ripiombare nella fase acuta dell’emergenza dopo il 6 dicembre. E si hanno altissime probabilità che Bonavitacola riesca a spuntarla.
La vera novità, però, è il diverso approccio del governo De Luca al gravissimo problema idrico della Campania e dell’ambito Irpinia-Sannio in modo particolare. Bonavitacola ne ha accennato individuando la madre di tutte le questioni nella necessità di mettere mano in concreto, dopo tre lustri di chiacchiere, al rifacimento di gran parte della rete idrica, il cui logoramento causa la dispersione di circa il 50 per cento dell’acqua pompata alle sorgenti.

Il vice Presidente della Campania indica questo obiettivo come una delle priorità dell’Ente idrico campano (Eic), che è il nuovo soggetto giuridico con le funzioni di governo degli ambiti territoriali ottimali. L’ammodernamento delle reti richiede investimenti enormi, nell’ordine di parecchie centinaia di milioni di euro, un impegno di spesa colossale inimmaginabile senza il sostegno della mano pubblica. Bonavitacola ha detto che la Regione ci sarà e farà la sua parte. È un modo cauto ma chiaro e concreto di definire il percorso. Ciò che era mancato fino all’insediamento del Governo De Luca. Non solo per il problema acqua.